Due iniezioni e sette giorni di attesa le tappe che portano allimmunita

Due iniezioni e sette giorni di attesa, le tappe che portano all’immunità

La Republica News
Pubblicità
Pubblicità

224735693 01cb5794 7a72 49be a779 993c32670fbb

Cosa devo sapere prima di andare a fare il vaccino?

Il digiuno è previsto solo per le somministrazioni in ambiente protetto (ad esempio per persone che in passato abbiano avuto reazioni anafilattiche). Al momento le donne in gravidanza non sono contemplate perché non si hanno dati sui rischi. Chi ha fatto il vaccino contro l’influenza entro due settimane prima, o debba farlo nelle due settimane dopo, è invitato a spostare la vaccinazione anti-Covid.

Quanto dura la vaccinazione? Cosa devo fare dopo la puntura?

L’operazione di vaccinazione prevede tempi brevi di permanenza nei punti vaccinali: «Nello specifico una fase di accettazione (5 minuti), la somministrazione (5 minuti) e un periodo di osservazione, in un sala separata e vigilata, di 15 minuti», spiegano Loretta Casolari, medico di igiene ospedaliera e del lavoro del policlinico di Modena, e Vanni Borghi, infettivologo in pensione che fa parte del team vaccinale.

Possono esserci reazioni avverse dopo che viene somministrato?

Sì, come per ogni vaccino. Reazioni immediate, come il dolore dovuto all’iniezione, o una reazione allergica. Quest’ultima può essere lieve e si risolve con antistaminici. O grave (anafilassi): in genere si manifesta subito e si risolve con l’intervento del medico. Sono noti sei casi su due milioni. Altri eventi in ordine di frequenza: dolore per l’iniezione, febbricola, cefalea, linfonodi ingrossati, paralisi del nervo facciale.

Quanti giorni devono passare tra la prima e la seconda dose?

«Il vaccino è un campanello che suona nella casa del sistema immunitario, lo sveglia e lo attiva nei confronti del patogeno. Due scampanellate svegliano di più», dice Pierluigi Viale, docente universitario e direttore delle Malattie infettive del Sant’Orsola di Bologna. Serve un richiamo a tre settimane dalla prima dose per aumentare la risposta immunitaria.

Servono nuovi controlli a distanza di tempo?

«Siamo all’inizio di una storia, la prima coorte di persone vaccinata», premette il professor Viale. Dunque, in questa fase,
ci sarà una sorveglianza post vaccinale attenta. «I pazienti saranno rivalutati. Probabilmente, per qualche sottogruppo di vaccinati, faremo dei tamponi per capire se il vaccino previene la malattia o anche l’infezione»

Dopo che l’ho fatto mi posso considerare immune?

«Ci si può considerare immuni dopo una settimana dalla seconda dose e quindi a un mese circa dopo la prima somministrazione», dicono Casolari e Borghi. Dopo si è “protetti” nel 95% dei casi: non si hanno manifestazioni cliniche legate al Covid. «Non vi sono ancora dati sul periodo di protezione da una successiva infezione». Ma è noto che gli anticorpi in chi si è ammalato restano nell’organismo per 9-12 mesi.

Devo continuare a indossare la mascherina dopo il vaccino?

Assolutamente sì. «Non sappiamo con certezza se il vaccinato può infettare oppure no. Riteniamo di no, ma non è stato dimostrato. Teoricamente, dunque, potrebbe essere portatore asintomatico e, a maggior ragione, deve mettere la mascherina», spiega Viale. In generale, «il vaccinato a maggior ragione deve portarla perché è una persona fortunata che è arrivata prima al vaccino prima».

Dopo che ci saremo vaccinati avremo una patente?

Secondo il docente, oggi non ha senso parlare di patente d’immunità. «Ha senso il discorso che il vaccinato sia tracciato, ma soprattutto che sia tracciato il non vaccinato. Durante il prossimo anno ci comporteremo col Covid come adesso in termini di comportamenti personali, affinché chi non ha potuto vaccinarsi non sia un cittadino di serie B. E noi medici valuteremo i pazienti per capire l’impatto del vaccino sulla malattia»



Go to Source