E’ dello studente di Pisa scomparso da 7 giorni il cadavere bruciato trovato a San Giuliano

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La sua famiglia aveva lanciato un appello soltanto ieri: “Francesco torna a casa, qualsiasi cosa si aggiusta”. E invece poche ore fa è arrivata la notizia che è proprio di Francesco Pantaleo, 23 anni di Marsala (Trapani), studente all’università di Pisa, il corpo trovato carbonizzato la domenica sera nelle campagne di San Giuliano Terme (Pisa), a pochi chilometri dalla città. E’ stato identificato attraverso i campioni di Dna concessi dai genitori agli inquirenti. Lo si apprende da ambienti investigativi.

Il mistero di Francesco, lo studente scomparso dopo un esame all’università di Pisa

Il giovane risultava irreperibile da giorni, dopo l’allarme lanciato dalla famiglia che risiede in Sicilia, e nella sua abitazione erano stati trovati tutti i suoi effetti personali, compresi gli occhiali da vista e i documenti. Il giovane secondo una ricostruzione si sarebbe allontanato da casa con in tasca duecento euro. Il campo in cui è stato trovato ha un cancello che la mattina era chiuso e che nel pomeriggio è stato trovato aperto.

Francesco era iscritto a Ingegneria informatica e avrebbe dovuto sostenere l’ultimo esame del corso di laurea triennale. Abitava insieme ad altri due studenti in un alloggio in una zona a ridosso del centro, nella zona nord di Pisa. Sarà l’autopsia, che verrà eseguita la prossima settimana, a stabilire le cause della morte. I genitori, in questi giorni, dopo avere dato l’allarme, non hanno saputo spiegare i motivi della sparizione del figlio anche se il sospetto era legato al fatto di non aver dato tutti gli esami che aveva fatto credere ai genitori.

Nelle scorse ore sulla pagina Fb spotted Unipi, molto frequentata da universitari pisani, una ragazza, rimasta anonima, aveva indirizzato una lettera-appello al giovane sparito nel nulla: “Non ti conosco ma ho avuto il sospetto che sulla tua scomparsa c’entrasse l’università e sai perché? Perché ci sono passata anche io e tantissime volte avrei voluto lasciare tutto perché mi sentivo così in difetto e una continua delusione per i miei genitori. Anche io studiavo ingegneria informatica e più che un corso di laurea per me era una sofferenza”.

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