E lo chef “firma” l’auto: Maserati & Alajmo, la strana coppia che canta un inno all’eccellenza italiana

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Cosa unisce una macchina considerata l’essenza dell’eleganza italiana e un piatto di riso? Cosa tiene collegati degli ingegneri specializzati in auto e uno chef? “L’essere una bandiera, uno sguardo proiettato verso il futuro”, secondo Paolo Tubito, CMO (Chief Marketing Operation) di Maserati che ha raccontato a ilGusto la nuova avventura che li ha uniti a Massimiliano Alajmo, “partendo dalla tradizione, oltre le convenzioni, proiettati verso il futuro”. Un’avventura che ha portato alla nascita di una nuova auto, la Levante Trofeo Fuoriserie Edition per Alajmo, pensata come estensione “della personalità dello chef, strumento per raccontare una storia e trasportarla dal piatto, dalla persona, al mondo”. Un modo per presentare un nuovo processo di customizzazione dell’autovettura in casa Maserati che in questo caso ha incontrato la personalità di uno dei più creativi cuochi italiani, finendo per trattare l’automobile come un piatto, vuoto inizialmente, in cui “comporre una ricetta, scegliendo dal menu, piuttosto vario”. 

Un percorso che Max Alajmo ha definito “divertente e stimolante” sottolineando come da un’idea iniziale audace e quasi aggressiva si sia andati di sottrazione “dritti a cercare l’essenza” dell’idea e forse della persona. Un modo per portare la sua personalità in un progetto lontano da quello che è solitamente il suo mondo, che ha però voluto tratteggiare una nuova idea di lusso: ” ritrovare il senso” delle cose, del mondo, di chi siamo. E se per Alajmo “togliere la tovaglia mangiare con le mani e giocare col cibo con eleganza riportano l’uomo a una consapevolezza perduta” allora rompere le regole (break the rules) è un metodo, un mezzo per “riaffermare il senso autentico della cucina, così come dell’automotive”. 

Un viaggio speciale che ci racconta Paolo Tubito, in rappresentanza della casa proddutrice.

Si parte sempre dall’inizio, con l’accenzione: come nasce questo incontro con Max Alajmo e con l’alta cucina?
Paolo Tubito: “Abbiamo ottime relazioni oramai da qualche anno con diversi chef, personaggi che nella loro identità diventano ambassador del brand. Tra cui i fratelli Alajmo, con cui parte questo progetto, e Massimo Bottura, perché rappresentano lo specchio dei valori Maserati: sono dei perfezionisti, che lavorano sempre al massimo delle proprie possibilità con umiltà e dedizione. Sono il simbolo vivente di un prodotto nato per essere premium, artigianale e di altissima qualità insieme. Sono il simbolo di ciò che rappresenta il Made in Italy e anche di ciò che Maserati è e vuole trasmettere, in quanto a valori: l’importanza del lavorare all’interno di una squadra nonostante il brand sia apparentemente uno solo, l’essere una bandiera per l’Italia nel mondo. Poi loro, come noi, amano in qualche modo rompere i muri delle convenzioni, per questo abbiamo lavorato, lavoriamo e continueremo a lavorare con loro e con personaggi simili”.  

Maserati Meets Alajmo è parte del nuovo progetto Fuoriserie. Cosa volete raccontare?
“Vogliamo con questo e con i prossimi passi far capire che non è solo customizzare, ma raccontare una storia. Un percorso. Per capire cosa intendo basti vedere quanto sono diversi i prodotti finali che abbiamo creato per Max e per Massimo. La Levante di Bottura è esplosiva, colorata, energica come lui, Massimiliano invece è noto per essere uno dei cuochi più riservati tra quelli dello star system della cucina italiana. Lavorare con lui è stato fantastico, e siamo entrati in un altro mondo, condividendo un viaggio tutto suo: eravamo partiti da un’idea molto di impatto, però poi lui ci ha indicato la strada”.

E dove ha portato questa strada?
“La sua Levante è completamente nera, con degli accenti color oro, ispirata e dedicata alla sua filisofia in cucina come a uno dei suoi piatti, il Risotto allo zafferano e polvere di liquirizia. Il nero della liquirizia e l’oro che Alajmo considera lo stato di massima luminosità, in cucina associato allo zafferano, al sole, all’energia vitale. Interamente ideata e ingegnerizzata in Italia, questa auto traduce tutto questo in sedili in pelle color simil-oro ( Pale Terracotta), ed esterni sono in Nero Luce con dreamline in Mistic Gold. È stato il nostro modo di raccontare la storia della bellezza italiana attraverso la creazione di una macchina, tutto attraverso un processo emozionante, con il partire da un punto totalmente diverso e fare un grande viaggio. Il punto è poter creare storie personali, a tutti i livelli, la personalizzazione continuerà ad evolversi e arriverà a toccare non solo l’estetica ma la macchina Maserati a 360°”. 

Quanto è durato questo particolare viaggio nel mondo di Massimiliano Alajmo?
“Il viaggio è durato un paio di mesi di dialogo intenso, necessari per capire profondamente il personaggio, entrare nella sua mente, sentire cosa gli sarebbe piaciuto fare sul prodotto Levante. Stiamo lavorando con il progetto Fuoriserie intensamente, ci crediamo molto, ci dà l’opportunità di mostrarci sotto un altro punto di vista, uno dei prossimi personaggi sarà David Beckam, ma anche un ingresso importante dell’universo femminile, per più di un motivo. Il rapporto con i nostri chef del cuore comunque non si ferma qui, ci saranno altri lavori e altri incontri tra il mondo della cucina e dei grandi chef e quello di Maserati. Anche in vista del prossimo lancio della Grecale”.

Gli chef sono i nuovi ambasciatori dell’italianità nel mondo. Adesso approdano in un modo tutto particolare anche nell’automotive. Come mai, secondo lei? 
“Bisogna partire da cosa significa italianità nel mondo. Io l’ho imparato durante alcuni anni passati in Giappone prima di tornare in Italia e lavorare per Maserati. Lì l’Italia piace perché viene considerata sinonimo di ricercatezza, una raffinatezza rilassata e mai rigida, una creatività fluida e prorompente. Se ci pensa, sono gli stessi valori portati in campo e rappresentati dai nostri cuochi più importanti e rappresentativi: rompere le regole con allegria, creatività, uno spirito non rigido ma duttile, non perfetto ma altamente performante. L’autenticità di ciò che si è che alla fine viene vissuta con una tensione totale verso la modernità, ma senza bugie. Anche questo unisce il Parmigiano di Bottura con una Maserati moderna: il rispetto per il passato, ma con regole nuove”.   

La maggior parte dei cuochi che rientrano in questa definizione stanno affrontando una nuova sfida: la sostenibilità. Come si declina per un brand come Maserati? 
“Per noi è fondamentale essere costantemente collegati e connessi con le necessità di un nostro consumatore, affezionato, che è oggi al centro di questo cambiamento acceleratissimo di necessità causato dalle pressanti necessità ambientali, etiche, di parità di genere. Tutto questo ridefinirà i brand, lo sta già facendo e lo farà ancora di più nel prossimo futuro. Maserati compresa. Noi vogliamo essere sempre più performanti e non si può non esserlo se non riallineandosi alle richieste del consumatore moderno. E’ complesso, sono cambi importanti, come quello verso l’elettrico per un brand come il nostro, e deve essere tutto molto veloce”. 

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