È morta Sarah Weddington, avvocata icona degli Usa che ottenne l’aborto legale

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Sarah Weddington, avvocato icona per aver rappresentato ‘Jane Roe’, vero nome Norma McCorvey, nel caso Roe contro Wade alla Corte Suprema, con il quale i saggi legalizzarono l’aborto negli Stati Uniti, è morta all’età di 76 anni. A soli 26 anni Weddintgon presentò il caso di McCorvey ai saggi americani. Le due donne si incontrarono nel 1970, quando McCorvey era incinta e voleva abortire. Nel presentare il caso, l’avvocata cercò di mantenere l’anonimato di McCorvey chiamandola Jane Roe.

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Weddington discusse il caso davanti all’alta corte due volte, nel dicembre 1971 e di nuovo nell’ottobre 1972, ottenendo l’anno successivo la sentenza 7-2 che legalizzò l’aborto a livello nazionale. In quegli anni fu eletta alla Camera dei rappresentanti del Texas per poi diventare consigliere generale del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti e, successivamente, consulente per le questioni femminili del presidente Jimmy Carter.

Weddington in seguito scrisse un libro sul caso, tenne conferenze e corsi all’Università del Texas a Austin e alla Texas Women’s University, tra l’altro, su leadership e discriminazione di genere. È rimasta attiva nel mondo politico e legale fino ai suoi ultimi anni. La sua morte arriva in un momento particolare della storia degli Stati Uniti, dove la Corte Suprema – che dopo Trump conta sei giudici consevatori su nove – è chiamata ad affrontare la richiesta del Mississippi di vietare l’aborto dopo la 15esima settimana.

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A Repubblica, in un’intervista del 2017, aveva espresso tutti i suoi timori. “Le ragazze di oggi danno i diritti per scontati – aveva raccontato – ma io da ragazzina ho dovuto lottare per giocare a basket, per essere ammessa a Giurisprudenza, perché potessimo disporre del nostro corpo. E nonostante la sentenza “Roe vs Wade” sia tra le più incisive nella storia, non c’è stato un solo giorno in cui non sia stata sotto attacco. Con Trump – aveva detto – il pericolo di un passo indietro è estremo. Conduce le sue battaglie politiche di destra sopra il corpo di noi donne. Come lui, lo fanno anche altri governi conservatori, ad esempio in Polonia”.

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