E’ morto Micha van Hoecke, coreografo e regista: la danza e l’Italia come passioni

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E’ morto oggi dopo una lunga malattia, a Castiglioncello, dove aveva scelto di vivere dal 1989, il grande coreografo e regista Micha van Hoecke. L’annuncio della scomparsa è stato dato all’agenzia Adnkronos dalla moglie, la ballerina giapponese Miki Matsuse. Il maestro aveva 77 anni, amava l’Italia che da oltre trent’anni aveva scelto come casa, stabilendoo la sua residenza in provincia di Livorno.

Van Hoecke è stato un protagonista della danza italiana e europea dall’inizio degli anni Sessanta fino a oggi. Coreografo e regista, si è distinto sul palcoscenico e nella vita per la sua vocazione di artista completo: colto, appassionato di musica, poesia, letteratura, oltre che di danza, era un gentiluomo di altri tempi, sempre discreto e riservato a dispetto di un curriculum artistico coi fiocchi: inizio come danzatore di Roland Petit, poi stretto collaboratore di Maurice Béjart nel Ballet du XX siécle e di seguito alla testa di una sua compagnia; ha inoltre fatto ballare stelle come Carla Fracci, Luciana Savignano, Alessandra Ferri, e a riprova di un talento che va oltre i generi, nel 1981 è lui a firmare le coreografie del film Bolero di Claude Lelouch, mentre nel 1999 ottiene l’incarico di direttore del ballo e coreografo principale del Teatro Massimo di Palermo, ruolo che dal 2010-2014 ricopre col Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma.

Micha van Hoecke era nato a Bruxelles nel 1944 in una famiglia di artisti: il padre, belga, era pittore, la madre era una cantante russa e la zia materna una ballerina. “Ho vissuto in una famiglia di artisti, tra musica e canto, pittura e danza – racconterà – Ero contornato da tanti maestri ed esteti che ho conosciuto fin dalla più tenera età”.  Studia danza a Parigi con Olga Preobrajenskaya e a 15anni è già nella Compagnia di Roland Petit, ma recita anche come attore nel  cinema. Due anni dopo, entra nel Ballet du XXe siècle, la celebre compagnia  di Maurice Béjart , che nel ‘79 lo nominerà direttore  artistico della Scuola Mudra, il prestigioso centro di formazione per artisti che il “maestro” aveva fondato a Bruxelles.  “Spettacoli come Baudelaire, Nijinsky clown de Dieu, Symphonie pour un homme seul, Notre Faust, e numerosi altri di Bejart mi hanno fatto scoprire una inedita visione artistica”, confessò in una intervista.  Con i migliori elementi del Mudra,  fonda nell’81 l’Ensemble di Micha van Hoecke, la sua compagnia, dove balla anche Miki Matsuse, la danzatrice che diventerà sua moglie.

Nel frattempo firma coreografie per le più celebri etoile, Carla Fracci di cui era molto amico, Luciana Savignano, Alessandra Ferri. Tra i suoi pezzi più noti: Pierrot LunaireMaria Callas,la voix des choses, che porterà in tournèe nel mondo e molte altre realizzate  con i maggiori teatri d’opera, Hommage a Petrassi nel 1984, Fellini nel 1995 all’Opera di Roma; alla Scala sono sue le coreografie di Orfeo di Poliziano nel 1983, di Ifigenia in Aulide, di Moise et Pharaon, collaborando con registi come Luca Ronconi, Liliana Cavani, Roberto De Simone e con grandi direttori d’orchestra a cominciare da Riccardo Muti. Col Maestro lavorerà anche al Ravenna Festival  a partire dal ‘90, un incontro destinato a durare a lungo: nel ‘91 a Ravenna fa il suo debutto come regista d’opera con La Muette de Portici di Auber, e creerà molti spettacoli tra cui nel 1992 Adieu à l’Italie. Con I sette peccati capitali di Bertolt Brecht su musiche di Kurt Weill, riceve il premio Danza & Danza 2002 per la migliore coreografia. Tra gli ultimi lavori: nel 2006 firma  La Regina della Notte, omaggio a Mozart, su ideazione di Cristina Mazzavillani Muti con cui ha avuto una lunga collaborazione, nel 2007  Le Voyage, nel 2008  Salomè e Baccanti da Euripide, con Chiara Muti e Pamela Villoresi. Nel 2016 Chanteuse Des Rues-omaggio a Edith Piaf e Jean Cocteau, riceve premio fedeltà per 27 anni di splendida collaborazione Ravenna Festival. Chiude in grande nel 2018: per il Corpo di Ballo del Teatro Massimo di Palermo con Pink Floyd e Carmina Burana, riceve il premio della critica italiana per la migliore coreografia moderna.

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