È stata la mano di Dries, Mertens fa sognare il Napoli davanti alla statua di Maradona

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NAPOLI. Brilla la pioggia sul piede tutto d’oro della statua, mentre le inservienti si affannano ad asciugare le pozze d’acqua con gli stracci. Ed è un diluvio di gol tra fisarmoniche e lacrime, cori e ricordi, canti e luci che riempiono il vecchio ex San Paolo come cristalli di sale o di stelle. Adesso il Napoli è primo e solo, solo com’è sempre stato, solo contro tutti come dice la voce dell’uomo della statua che a un certo punto gonfia lo stadio che ormai si chiama come lui, ha solo cambiato santo, dall’esattore che cadde sulla via di Damasco al numero 10 che come lui nessuno mai, El Diez, D10s, el pequeño, Diego Armando Maradona (1960-infinito).

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