Ecuador, sarà ballottaggio tra Gonzalez e Noboa

Pubblicità
Pubblicità

Quito – Con oltre il 60% di voti scrutinati tutti i candidati alle elezioni presidenziali dell’Ecuador hanno accettato il risultato. A vincere il primo turno alle elezioni presidenziali in Ecuador è la progressista Luisa González. La segue a sorpresa il candidato di destra Daniel Noboa con il 24% di voti. González, data dai sondaggi come vincitrice, ha 45 anni e fa parte dello storico partito Revolución Ciudadana (lo stesso dell’ex presidente Rafael Correa che ha governato il Paese dal 2007 al 2017). Il suo programma si basa su idee progressiste e di giustizia sociale e la sua figura politica si ispira a quella dell’attuale presidente brasiliano Lula. Daniel Noboa, del partito Acción Democrática Nacional, ha 35 anni ed è il più giovane dei candidati presidenziali. Imprenditore e figlio di una delle più note famiglie di imprenditori del Paese latinoamericano, è originario di Guayaquil, città costiera e punto nevralgico della violenza dei cartelli della droga.

Il terzo posto con il 16% dei voti è di Christian Zurita che ha rimpiazzato Fernando Villavicencio, il candidato centrista ucciso durante un agguato lo scorso 9 agosto. Mentre l’ex soldato ed imprenditore Jan Topic che si pensava avrebbe guadagnato molti volti dopo l’agguato a Villavicencio, si è fermato al 14% dei voti.

Cristian Zurita

Si andrà al secondo turno che si terrà il prossimo 15 ottobre. Le votazioni dei cittadini ecuadoriani si sono potute svolgere senza attacchi da parte dei gruppi legati al narcotraffico e i seggi, vigilati da migliaia di soldati, si sono chiusi regolarmente alle 17 (ora locale). A sfidarsi sono stati 8 candidati e queste sono state le elezioni presidenziali più violente nella storia del Paese latinoamericano dopo che lo scorso 9 agosto il candidato presidenziale Fernando Villavicencio è stato ucciso da un gruppo di sicari dopo un comizio tenuto nella capitale Quito. Chi vincerà governerà il Paese solo per un anno e mezzo, fino alla fine del mandato. Questo si deve al fatto che queste sono elezioni speciali, convocate dopo che lo scorso maggio l’ex presidente conservatore Guillermo Lasso ha sciolto il Parlamento per bloccare un provvedimento di impeachment (per appropriazione indebita) contro di lui. Nonostante il nuovo governo rimarrà al potere per poco si troverà in una situazione difficilissima, con un Paese dove le bande di narcotrafficanti hanno sempre più potere e gli indici di povertà sono altissimi.

L’Ecuador non è ancora riuscito a riprendersi dalla forte crisi economica causata dalla pandemia da covid-19 che ha avuto effetti particolarmente gravi nel Paese latinoamericano. E dall’altra parte, quello che per anni è stato considerato uno dei Paesi più sicuri di tutta la regione, è ora diventato il corridoio principale per far partire la cocaina diretta verso Europa e Stati Uniti. Le bande legate al narcotraffico terrorizzano la popolazione e, né le forze armate né il governo sembrano essere in grado di poter garantire la sicurezza dei cittadini. La violenza è stata completamente normalizzata e nemmeno l’uccisione del candidato presidenziale Villavicencio sembra aver scosso molto la cittadinanza o il dibattito interno.

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *