Editoria John Elkann La sfida e creare un rapporto diverso con i nostri lettori

Editoria, John Elkann: “La sfida è creare un rapporto diverso con i nostri lettori”

La Republica News
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MILANO – Parola d’ordine: costruire un nuovo rapporto con i lettori. E’ questa – secondo  il presidente di Gedi John Elkann – una delle sfide più prioritarie che l’editoria deve affrontare oggi e su cui – ha assicurato – “ci sarà la più forte concentrazione di investimenti”. Elkann ne ha parlato nel corso dell’evento di inaugurazione del Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” di Torino. “Spesso i giornali si fondano su modelli del ‘900, e la modalità di interazione con i lettori non è cambiata”, restando principalmente ancorata a vendite e abbonamenti. “Il grosso dello sforzo dovrà essere fatto nel riuscire ad avere un rapporto di diverso con i nostri lettori”, ha sottolineato il presidente Gedi. E le fonti di ispirazione non mancano. “Noi, nel ventunesimo secolo, dobbiamo impegnarci a dare ai nostri lettori un’esperienza simile a quella che si aspettano da società del ventunesimo secolo come Amazon, Spotify o Netflix. Quelli sono modelli a cui dobbiamo aspirare”.Una sfida che il gruppo ha già avviato con la forte spinta impressa sul digitale. “A inizio anno, avevamo 110 mila abbonamenti digitali a pagamento, a fine anno li avremo quasi raddoppiati a 220 mila”, ha ricordato Elkann rimarcando anche come resti molto alto il tasso di chi, una volta sottoscritto un abbonamento online, sceglie poi di confermare la propria iscrizione una volta giunto a scadenza.
Ma per abbracciare questa svolta serve anche un cambiamento radicale nei linguaggi e nella scelta dei luoghi digitali dove essere presenti con la propria offerta formativa. “Mi rendo conto, avendo figli adolescenti, che loro utilizzano anche molti altri canali per essere informati oltre  a quelli tradizionali, penso a Instagram, TikTok o YouTube dove si possono trovare cose molto interessanti”. Spazi dove il gruppo ha quindi cominciato a posizionarsi con successo.  “Noi siamo oggi molto attivi nel riuscire ad essere presenti in tutte le piattaforme”. E una di queste è proprio TikTok “dove è possibile raccontare e interagire con un pubblico diverso da quello a cui siamo abituati”.Un’interlocuzione, quella con le piattaforme, che per il momento resta sul livello più del dialogo che dello scontro frontale. “Ci sono molti tavoli aperti perché ci sia assoluta chiarezza tra le parti” ma – ha sottolineato il presidente Gedi – “lavorare in maniera complementare con le piattaforme è un aspetto molto importante”.Quanto ai modelli, Elkann intravede due assi principali. Uno a livello mondiale, con quattro grosse testate – Washington Post, New York Times, Financial Times  e The Economist, in grado di rivolgersi a un pubblico interazionale. Un altro nazionale, in cui la sfida principale è “raccontare quello che succede nel mondo, nel Paese e nella propria comunità”.Nuovi modelli e nuovi linguaggi però – ha ricordato Elkann – non devono però allontanare il giornalismo dalla sua mission principale. “Comprendere le nuove tecnologie è fondamentale, ma bisogna avere sempre la curiosità di capire cosa sta accadendo, mantenendo l’obiettività e la voglia di andare sul campo. L’importante – ha concluso – è non perdere mai l’essenza di questa professione.”


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