Ei Towers Rai Way gli analisti scommettono sul matrimonio nelle torri per trasmissioni

Ei Towers – Rai Way, gli analisti scommettono sul matrimonio nelle torri per trasmissioni

La Republica News
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MILANO – Chiusa la vendita delle torri telefoniche di Ei Towers a Phoenix Towers, gli analisti tornano a scommettere su un matrimonio tra il gruppo delle antenne per le televisioni controllato da F2i (60% con Mediaset al 40%) e Rai Way (65% controllata dalla Rai). Si tratta di una delle nozze più attese di sempre, che darebbe vita al leader tricolore delle antenne broadcaster, così come la Inwit- nata dalla fusione delle torri di Tim con quelle di Vodafone – è leader nelle torri telefoniche. “Non vedendo nessun possibile ostacolo regolatorio alle nozze – spiegano gli analisti di Banca Akros – aggiungiamo 0,5 euro per ogni azione Rai Way di appeal speculativo in vista di una fusione con Ei towers”.
Lo statuto di Rai Way prevede che la Rai mantenga il controllo dell’infrastruttura, quindi prima di celebrare un matrimonio che vedrebbe comunque la Rai come socio di riferimento e il fondo partecipato dalla Cdp come un partner importante, c’è bisogno di una modifica dello statuto che necessita di un Dpcm. Quanto a Mediaset (che diluirebbe comunque fortemente il suo 40% di Ei Towers), il gruppo delle tv commerciali ha più volte dichiarato che la partecipazione in Ei Towers non è strategica lasciando intendere di essere pronta a valorizzare la sua quota. Il gruppo di Cologno potrebbe investire le risorse che otterrebbe dall’operazione nella crescita internazionale, alla stregua di quanto fatto con ProsiebenSat, oppure per trovare una soluzione con Vivendi.
Tuttavia, perché di questi tempi il governo ha emanato diversi Dpcm, inserendo anche norme diverse da quelle per la gestione dell’emergenza da Covid, gli analisti sono convinti che questo matrimonio “s’ha da fare”. Secondo Equita le sinergie tra i due gruppi sarebbero pari al 15% dei costi operativi (opex), e la maggior leva finanziaria della società nata dalla fusione (fino a cinque volte il mol atteso) potrebbe portare alla distribuzione di una cedola straordinaria addirittura di 1,4 euro per azione. Intermonte, che stima sinergie sui costi operativi (opex) del 10% e sugli investimenti operativi (capex) del 25%, ritiene che “i tempi per una fusione siano maturi” e aggiunge 0,9 euro di appeal speculativo al suo prezzo obiettivo di Rai Way, che guardando ai soli fondamentali è pari a 6,4 euro per azione. In proposito Mediobanca (che su Rai Way ha un giudizio di outperform con un target di 7,11 euro) ricorda che l’extra dividendo, che le due società insieme potrebbero distribuire, “potrebbe tradursi in un interessante incasso per la Rai, in tempi in cui la pandemia si è fatta sentire sui conti” di tutti gli operatori televisivi. Imi, che giudica Rai Way buy con un target price di 6,5 euro per azione, ribadisce che dopo la vendita delle torri tlc “Ei Towers è sempre più simile a Rai Way”, di qui l’opportunità di mettere insieme le forze.
Insomma, la convenienza economica e non solo, è tale che diversi analisti come quelli di Banca Akros, Equità, Imi, Intermonte, e Mediobanca stamani tornavano a scommettere che completata la vendita delle torri telefoniche di Ei Towers, il prossimo passo sarà quello di convolare a nozze come la partecipata della Rai.  Anche per questo motivo i giudizi degli analisti su Rai Way sono tutti positivi con target price che vanno da a 6,3 di Akros ai 7,30 euro di Intermonte.



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