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“Eitan ha aperto gli occhi e ha trovato il viso conosciuto della zia”

La Republica News
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“Eitan ha aperto gli occhi e ha trovato il viso conosciuto della zia. Sono vicini in questo momento”. Notizie positive per il piccolo Eitan, unico sopravvissuto della tragedia del Mottarone. A darle è il direttore generale della Città della Salute  di Torino, Giovanni La Valle: “Il bimbo, ricoverato all’ospedale Regina Margherita, alle 10,45  è stato estubato e ha ripreso per un momento conoscenza. Essendo ancora sedato dai farmaci non è ancora cosciente”. Accanto a lui ci sono la zia, l’equipe medica della rianimazione e gli psicologi. “La notte è passata bene e conferma la stabilità del bambino – chiariscono -. Nonostante le condizioni critiche abbiamo potuto estubarlo. Aspettiamo che si possa risvegliare nelle prossime ore. È il momento più delicato”.

Il piccolo domenica, dopo l’arrivo in ospedale dal Mottarone, è stato sottoposto a una lunga operazione durata 5 ore. I medici della chirurgia pediatrica dell’ospedale torinese, coordinati dal dottor Fabrizio Gennari, lo hanno portato in sala operatoria per ridurre le fratture. Dopo aver trascorso le prime due notti stabili ieri mattina è iniziato il lento processo di risveglio. L’equipe di rianimazione del dottor Giorgio Ivani  ha iniziato a ridurre la terapia farmacologica e la risposta è stata subito positiva con “colpi di tosse, piccoli movimenti e alcuni momenti di respiro spontaneo”, come avevano già spiegato ieri i medici. Parole che hanno rincuorato tutta l’Italia e non solo che sta pregando per il piccolo.

Rimasto solo perché nella tragedia della funivia hanno perso la vita Amit Biran e Tal Peleg, i genitori del piccolo Eitan, il suo fratellino Tom e i bisnonni Itshak e Barbara Konisky Cohen, in Italia da pochi giorni per stare con i bisnipoti. Le cinque salme della famiglia israeliana sono partite questa mattina da Verbania e intorno a mezzogiorno arriveranno all’aeroporto di Malpensa, da lì decollerà il volo di Stato per Israele dove saranno celebrati i funerali. Non ci sono state funzioni a Verbania per la famiglia Biran, ma un piccolo momento di preghiera prima del volo, a cui hanno partecipato alcuni dei parenti, pronti a ripartire con le salme, e i rappresentanti della comunità ebraica di Milano. “Ci saremo come comunità come stiamo facendo in questi giorni mettendo a disposizione tutto il nostro supporto, emotivo, materiale e legale – spiega Milo Hasbani, presidente della comunità ebraica di Milano -. Non ho ancora sentito la zia e i nonni che ora sono accanto al piccolo Eitan, hanno bisogno di tranquillità per lui. É importante fare chiarezza, la magistratura sta facendo un grande lavoro”.



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