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Elezioni a Torino, disgelo Pd-5Stelle e Appendino rilancia: “Intesa da mettere in campo già al primo turno”

La Republica News
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“La convergenza tra Pd e 5stelle per Torino dev’essere sui temi e quindi può essere già messa in campo al primo turno”. La sindaca di Torino, Chiara Appendino, interviene sulle prove di disgelo iniziate questa mattina su Repubblica tra il segretario dem Mimmo Carretta e l’ex presidente del consiglio comunale, Fabio Versaci: “Le tecniche elettorali i cittadini non le capiscono quindi in piena trasparenza verifichiamo se ci sono i presupposti già al primo turno – sostiene la prima cittadina 5stelle – C’è una affinità sui temi che si è dimostrata con l’esperienza del Conte 2”.

Elezioni a Torino, prove di disgelo tra Pd e Cinque Stelle

La sindaca sembra aver apprezzato in particolare le aperture arrivate dalla sinistra: “Creso sia il momento di sedersi al tavolo e parlare di contenuti per capire se ci sono le convergenze su questi accogliendo anche le risposte di Leu e Articolo 1” ribadisce a margine della piantumazione, organizzata dall’associazione Sicurezza e Lavoro insieme alla società Afc, dei primi alberi per ricordare le vittime del Covid-19 al Cimitero Monumentale.

Come aveva già spiegato nell’intervista esclusiva a Repubblica due settimane fa, Appendino è convinta che la strada per Torino sia quella di fare da laboratorio dell’alleanza tra 5stelle e centrosinistra: “Bisogna costruire un progetto forte che si deve aprire alla città, una città che ha voglia di ripartire, che deve prendere il treno del Recovery fund, delle risorse europee, deve essere al centro della politica nazionali – spiega – Penso che questo progetto c’è si possa aprire anche a parti della città che non fanno parte in modo diretto delle forze politiche”.

Appendino:”Tra Pd e M5s le prove per una convergenza già al primo turno delle comunali”

Sulla necessità di trovare un nome gradito a entrambe le parti invece è netta: “A me non preoccupa la questione dei nomi, penso che questa città sia piena di talenti, competenze, persone che potrebbero mettersi a disposizione – ribadisce – Il tema è il progetto, il perimetro del progetto. Se riusciamo a parlare della città e un po’ meno dei nomi credo che le convergenze si possono costruire e i nomi emergere, nomi che possano rappresentare in modo coerente questo percorso”.

Appendino è convinta che i tempi per questa operazione ci siano e siano maturi, ma non invoca un intervento da Roma di Conte e Letta: “Faccio gli auguri al nuovo segretario del Pd, ma penso che la convergenza vada trovata innanzitutto a livello territoriale. Per farlo bisogna uscire dalle dinamiche delle sale consiliari, delle sale ‘del potere’. Dobbiamo fare tutti uno sforzo perché abbiamo una responsabilità nei confronti della comunità. C’è un’esperienza di Conte 2 che ha visto forze politiche portare avanti priorità importanti e ha lavorato bene, c’è una città in piena crisi che ha bisogno di parlare di contenuti e progettualità. Le questioni partitiche devono essere lasciate alle spalle. Detto ciò è chiaro che ci si deve credere e per crederci ci si deve confortare sui contenuti”.

Sull’ipotesi di una convergenza su un unico candidato che unisca tutte le forze che ora sostengono il presidente del Consiglio, Mario Draghi, invece l’esponente 5Stelle è netta: “Il governo Draghi è agli inizi, quindi penso ci debba concentrare sul Conte 2, anche per una serie di affinità. Con la Lega, per esempio, su alcuni temi, come diritti e ambiente, non mi sembra ci siano affinità”.



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