Elezioni Napoli, il Tar boccia la lista della Lega e due di Maresca. Clemente riammessa. L’ex pm: “È la morte della democrazia”

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Elezioni a Napoli: bocciati i ricorsi di Catello Maresca e della Lega, si salva solo Alessandra Clemente. Il Tar ha respinto i ricorsi per le liste civiche “Catello Maresca”, “Catello Maresca sindaco” e “Prima Napoli”. Accolto invece il ricorso della lista “Alessandra Clemente sindaco”. Il candidato sindaco del centrodestra si trova così con quattro liste in meno, perché sono stati respinti anche gli animalisti del “Movimento quattro zampe”.

Ora i candidati delle liste civiche di Maresca e della Lega possono solo sperare nel ricorso al Consiglio di Stato per non restare fuori dalla corsa elettorale. “Una scandalosa decisione politica che sancisce la morte della democrazia – per Catello Maresca – la forma non può vincere sulla sostanza. Si sta consumando un vero e proprio esproprio della sovranità popolare”.

“Così – sottolinea – si mette seriamente a rischio il diritto-dovere di migliaia di cittadini di esprimere il proprio voto. Andremo fino al consiglio di stato per far valere le nostre legittime aspirazioni a vivere in un paese democratico, lo facciamo per i napoletani e per tutelare la nostra squadra di uomini e donne di valore pronti a rimboccarsi le maniche per il futuro di napoli. Sia chiaro che non rinunceremo ai nostri simboli e a fare campagna elettorale. Su questa storia di esclusione delle nostre liste è necessario fare chiarezza”.
 

Le reazioni

“Un’enorme soddisfazione – commenta la candidata a sindaco di Napoli Alessandra Clemente -. La lista era stata sospesa per un errore formale. Nessun dubbio c’era mai stato su vizi sostanziali. Conosco a uno a uno le candidate e i candidati che sono venuti in comitato a sottoscrivere la candidatura. Conosco le loro storie, il loro volto pulito, il nostro impegno insieme: sono la mia forza, la nostra forza. E saranno, appena ci insedieremo a Palazzo San Giacomo, la forza della città”.

La lista era stata esclusa dalla competizione perché “l’autentica delle firme dei delegati che hanno espresso la dichiarazione di collegamento della lista al candidato sindaco” non corrispondeva ai “nominativi e alle generalità dei delegati medesimi”. Il Tar ha invece dato ragione ai ricorrenti, secondo i quali “la normativa richiede l’autentica delle firme dei soli sottoscrittori della lista, della dichiarazione di accettazione delle candidature e, per quanto riguarda i delegati, della sola designazione dei rappresentanti di lista presso ogni seggio e presso l’ufficio centrale. Nulla, invece, si dice per la dichiarazione dei delegati di lista di collegamento al candidato sindaco”.

Inoltre, la dichiarazione di collegamento della lista ‘Alessandra Clemente sindaco’ al candidato a sindaco è “inequivocabilmente dimostrata dalla presenza del nome e cognome del candidato nel nome della lista”. Il collegamento è “espressamente dichiarato dai sottoscrittori della lista, che con il modello di dichiarazione di presentazione del candidato sindaco e dei candidati consiglieri comunali hanno indicato quale candidato sindaco la dottoressa alessandra clemente”.
 

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