Emendamenti alla Manovra, sgravi per l’apprendistato delle Pmi. Via libera al Superbonus senza tetto Isee per le villette

Pubblicità
Pubblicità

Sono da poco passate le due di notte quando la Commissione bilancio del Senato comincia la votazione sugli emendamenti alla manovra. Lo stallo si è sbloccato in una riunione fra capigruppo, relatori e governo dalla quale è partita la maratona finale per l’approvazione delle modifiche. La legge di Bilancio, approvata dal Consiglio dei ministri il 29 ottobre, dovrebbe esser approvata dall’aula del Senato prima di Natale, per poi passare in pochi giorni alla Camera (ovviamente blindata) e non bucare la scadenza di fine anno, oltre la quale scatta l’esercizio provvisorio. Ma non tutto è risolto.

L’ultimo motivo di rallentamento, in mattinata, è arrivato dal Superbonus 110%, il cui testo riformulato è stato oggetto di una ulteriore valutazione perché non avrebbe rispecchiato la soluzione concordata fra governo e maggioranza. All’ora di pranzo è quindi arrivato il via libera della Commissione al testo che ufficializza il venir meno della stretta sulle villette, per le quali era originariamente previsto un tetto Isee da 25mila euro per accedere all’agevolazione. La modifica elimina il vincolo dei 25mila euro di reddito per le villette unifamiliari, concludendo la battaglia portata avanti da tutta la maggioranza, che è riuscita ad ottenere il via libera del governo alla cancellazione del paletto per accedere al credito d’imposta al 110%.

Superbonus 110%, salta la stretta sulle villette: ecco le regole dopo l’accordo sulla manovra

“A breve chiudiamo in Commissione Bilancio. Per il pomeriggio dovremmo essere pronti alla discussione generale. Credo che le 15.30 sia un orario consono”, ha assicurato il presidente della Commissione Bilancio del Senato, Daniele Pesco (M5s), in Aula a Palazzo Madama. E dopo l’ora di pranzo è arrivato il via libera della Commissione a tutti gli emendamenti del governo. Da quello ‘omnibus’, che introduce in manovra il taglio di Irpef e Irap (con l’introduzione di una “clausola di salvaguardia” per regioni a statuto speciale e province autonome); le misure contro il caro-bollette (con uno stanziamento complessivo di 3,8 miliardi) e la possibile rateizzazione per le famiglie in difficoltà; la disciplina del patent box; il rifinanziamento del bonus tv. Disco verde anche per le modifiche su delocalizzazioni e stabilizzazione delle toghe onorarie. Nel primo caso, il testo tra l’altro rafforza le sanzioni previste ed è stato approvato senza modifiche anche se è stato sollevato un dubbio, secondo quanto viene riferito, sul punto in cui si prevede la nullità dei licenziamenti perchè questa presuppone il reintegro, una misura ‘asistematica’ rispetto alle norme vigenti.

Ok al bonus mobili fino a 10mila euro

Approvata la modifica al Bonus mobili che innalza il tetto di spesa da 5.000 a 10.000 euro. A dare la notizia, su Twitter, è stata Caterina Bini, sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento.

Sì allo sgravio contributivo 100% per apprendistato pmi

Via libera allo sgravio contributivo al 100% a favore delle micro imprese per i contratti di apprendistato di primo livello per i giovani under 25.

Pensioni, tagli fino al 35% col ricalcolo contributivo

Bini, via libera a 5 mln in più a Reddito di libertà

“Approvato emendamento che incrementa di 5 milioni le risorse per i diritti e le pari opportunità”, ossia il Reddito di libertà, “e 3 milioni per il fondo per le attività di formazione propedeutiche all’ottenimento della certificazione di parità di genere”.

Un Fondo per l’autismo

“Approvato in Commissione Bilancio emendamento che prevede l’incremento del fondo per la cura dei soggetti con disturbo dello spettro autistico”.

Stop Iva terzo settore fino al 2024

Via libera della commissione Bilancio del Senato all’emendamento che rinvia di due anni, fino al 2024, l’entrata in vigore del regime Iva per il terzo settore. Lo annuncia su Facebook il responabile economico del Pd, Antonio Misiani. “Come Pd – spiega Misiani – abbiamo fortemente insistito su questo punto. Ora spetta al governo aprire un confronto con il terzo settore per costruire una soluzione che permetta di superare la procedura di infrazione Ue senza complicare la vita a realtà molto importanti per la coesione sociale del Paese”.

Fondo da 25 mln contro disturbi alimentazione

Viene istituito un Fondo per il contrasto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.Sarà istituito presso il Ministero della Salute e avrà una “dotazione di 25 milioni per il biennio 2022/23”.

Manovra al voto, c’è l’accordo. Assegnati gli ultimi 600 milioni

Stop alla tassa sui tavolini

Con la manovra arriva lo stop al pagamento della cosiddetta ‘tassa sui tavolini’ per i primi tre mesi del 2022: è stato infatti approvato dalla commissione Bilancio del Senato l’emendamento riformulato, su cui hanno trovato un’intesa maggioranza e governo. Si tratta dell’azzeramento nel primo trimestre del Cup (canone unico patrimoniale, vale a dire l’ex Tosap/Cosap) e vale anche per i commercianti ambulanti.

Cartelle, più tempo per pagare quelle in arrivo a inizio 2022

È prolungato a 180 giorni il termine per il pagamento delle cartelle notificate nel primo trimestre del 2022. Come si legge nella relazione tecnica, l’intervento non determina oneri per la finanza pubblica perché “a pari del termine ordinariamente previsto di 60 giorni dalla notifica, il nuovo termine di 180 giorni ricade comunque nell’anno 2022”.

10 mln a proprietari di case occupate abusivamente

Con la manovra arriva un fondo di solidarietà da 10 milioni di euro per il 2022 a favore dei proprietari di immobili residenziali non utilizzabili perché occupati abusivamente. Lo prevede un emendamento riformulato, approvato dalla commissione Bilancio del Senato.

Pir alternativi, si estendono i benefici fiscali

Al capitolo degli investimenti, una modifica a firma Conzatti (Iv) estende i benefici fiscali per i Pir ‘alternativi’ varati con la manovra dello scorso anno. La misura vigente prevede un credito d’imposta per i piani costituiti dal 1 gennaio 2021 per gli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2021 ma con la modifica si estende il termine per effettuare gli investimenti al 31 dicembre 2022. L’emendamento è stato riformulato prevedendo che il credito d’imposta non ecceda il 10% (e non più il 20%) delle somme investite e che sia utilizzabile non più in 10 ma in 15 anni.

Bankitalia, il limite della partecipazione sale dal 3 al 5%

Sale poi dal 3% Al 5% il tetto delle quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia: approvato l’emendamento riformulato di Toffanin (Fi). Prevede che “ciascun partecipante non può possedere direttamente o indirettamente, una quota del capitale superiore al 5 per cento. Per le quote possedute in eccesso non spetta diritto di voto ed ogni altro diritto economico e patrimoniale”. Prevista una addizionale ulteriore del 27,5% per i dividendi riferiti alle quote eccedenti il 3% percepiti nell’esercizio 2022: la misura comporta una entrata di 10,9 milioni nel 2023 e di 4,1 milioni dal 2024.

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source