Emergenza Covid Regioni di nuovo a confronto tra rischio strette decisioni in autonomia e dietrofront

Emergenza Covid, Regioni di nuovo a confronto tra rischio strette, decisioni in autonomia e dietrofront

La Republica News
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Seduta straordinaria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. La riunione, iniziata in mattinata e richiesta dal governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, affronta tra gli argomenti anche valutazioni in ordine alle modalità di confronto tra Stato, Regioni e Province autonome riguardo all’emergenza Covid-19. Collegati in videoconferenza il vicepresidente della Conferenza delle Regioni e governatore della Liguria, Giovanni Toti, Donato Toma presidente del Molise, Maurizio Fugatti presidente della Provincia autonoma di Trento, Michele Emiliano governatore della Puglia, Marco Marsilio governatore dell’Abruzzo, Fulvio Bonavitacola vicepresidente della Campania, Donatella Tesei governatrice dell’Umbria, Gaetano Armao, vicepresidente della Sicilia.
Emergenza Covid, Regioni in pressing sulle zone rosse ma poche province avranno il via libera
di Tommaso Ciriaco ,  Giuliano Foschini 16 Novembre 2020

Intanto, il governo, sulla base dei nuovi dati monitorati dalla cabina di regia, si prepara a una nuova stretta: forse la Liguria potrebbe diventare zona rossa e anche la Puglia, ma il presidente Michele Emiliano sulla chiusura vorrebbe fare decidere al governo; il Veneto invece arancione. Ma c’è di più. All’interno delle stesse province, alcune zone potrebbero subire un lockdown più leggero, come hanno chiesto ieri alcuni governatori.le restrizioni
Coronavirus, l’Abruzzo diventa zona rossa. Ma le scuole restano aperte
16 Novembre 2020

Di certo, secondo le regole, dopo una settimana si può chiedere revisione, a patto che il calo venga confermato anche nelle due settimane successive. Così dal 27 novembre potrebbero uscire dalla zona rossa Piemonte, Calabria, Valle d’Aosta ed Alto Adige e Lombardia, dove però, Bergamo e Brescia potrebbero passare all’arancione. Toscana e Campania, invece, per non essere più ‘rosse’ dovrebbero aspettare l’11 dicembre.Ma c’è chi ha deciso in autonomia. Da ieri, ad esempio, l’Abruzzo è diventato zona rossa ma con le scuole che resteranno aperte. La decisione è stata presa dal governatore Marco Marsilio che ha firmato l’ordinanza, in vigore da mercoledì 18 novembre e fino al 3 dicembre, “salvo diverso provvedimento”, anche se asili, elementari e prime classi delle scuole medie non chiuderanno, contrariamente al parere del Comitato tecnico scientifico regionale. Anche la Basilicata ha deciso lo stop alle scuole primarie e secondarie di primo grado che resteranno chiuse fino al 3 dicembre. Dal 6 novembre è diventata autonomamente regione rossa anche la Valle d’Aosta che valuta l’ipotesi di chiusura totale delle scuole.


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