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Emma Stone: “Amerete la mia Crudelia, perfida, selvaggia, punk”

La Republica News
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La  Crudelia in versione live guarda al Joker, ma anche a Il diavolo veste Prada. Dopo il grande successo di Maleficent con Angelina Jolie, la  Disney presenta il film assolo dedicato a un’altra iconica cattiva dei cartoni classici, Crudelia De Mon, affidando il ruolo a Emma Stone (che conosciamo luminosa in La La Land ma anche ambigua e perfida in La favorita), impegnata in un duello con la baronessa Emma Thompson. Il film è il primo blockbuster ad arrivare nelle sale italiane, riportando al cinema il pubblico delle famiglie.  Dal 28 sarà disponibile sulla piattaforma Disney+ (ma con accesso Vip, cioè con un pagamento ulteriore). 

Il lancio mondiale su zoom si è consumato alla presenta di regista, costumista, attrici in collegamento da Los Angeles con molti paesi in tutto il mondo. Emma Stone con i capelli lunghissimi, Emma Thompson in camicetta rossa e rossetto in tinta. 

‘Crudelia’, Emma Stone perfida e un po’ folle nel nuovo live action Disney

Emma contro Emma, sfida all’ultima moda

La storia del film racconta di Estella, una bambina bizzarra, sempre divisa tra l’amore per la madre e la irresistibile voglia di sfidare il mondo, esemplificata nella chioma spartita in bianco e nero e dal nomignolo che ha dato la mamma alla sua parte più dark, “Crudelia”.  Un trauma profondo la spinge a fuggire a Londra, dove si ritrova sola. A interpretare la giovane Estella è la giovanissima Tipper Seifert-Cleveland (Il trono di spade): “Era fondamentale trovare la persona giusta – dice il regista- perchè era lei a inquarare il personaggio. Tipper mi ha folgorato per il fuoco che ha negli occhi, nei tre minuti del montaggio della sua esperienza a scuola riesce a raccontare un mondo”. Sorpresa del tono dark, per un film Disney, anche se non in assoluto”.

Spartisce l’infanzia dickensiana,  la giovinezza e una soffitta con due ladruncoli (Horace, Joseph MacDonald e Jasper, Ziggy Gardner), con cui trascorre le giornate tra borseggi e furtarelli. Poi lei, amante della moda, si ritrova a fare da donna delle pulizie in un grande magazzino dove il suo estro viene notato dalla devastantemente chic Baronessa von Hellman, interpretata con evidente divertimento da Emma Thompson, che la ingaggia.

“È interessante capire quanto di Crudelia c’è in Estella. Quando Crudelia fa parte di lei, della sua natura e quanto invece è dovuto alla drammatica esperienza che si ritrova a vivere. L’idea è che una parte oscura c’è in ognuno di noi, e nella vita ci si ritrova a ricaccerla indietro o invece ad abbracciarla”, racconta Emma Stone.

La  baronessa Emma Thompson, talento e perfidia

Nasce una relazione, tra Estella e la Baronessa, prima come  assistente della despota alla Il diavolo veste Prada (irresistibile la scena in cui boccia uno dopo l’altro i modelli e i loro creatori) ma anche una sfida tra la Baronessa (che i produttori definiscono un incrocio tra Coco Chanel e Putin) e la misteriosa Crudelia, in un crescendo di colpi di scena, rivelazioni, eclatanti che riguardano una collana appartenuta alla mamma di Estella, piani di vendetta,  balli tematici, da Maria Antonietta al bianco & nero, sfilate esclusive e momenti di street fashion tra avanguardia, glam rock, e punk, i Clash e Blondie. In un trionfo di ricci bicolori, giubbotti di pelle,  ma anche giornali da indossare e un divertente numero di moda “trash”, con tanto di camion della spazzatura alla conquista della scena londinese “Quel vestito dallo strascico infinito è in assoluto il mio preferito”, dice Emma Stone.

Nel film incontriamo anche la giornalista Anita, ex compagna di scuola di Estella che diventa una sua complice (Kriby Howell-Baptiste), e Artie (John McCrea, una bellezza alla David Bowie), che gestisce un meraviglioso negozio vintage e Mark Strong, una sorta di braccio destro della baronessa che si rivelerà fondamentale per svelare il mistero che circonda l’infanzia di Estella.

L’altra faccia di Crudelia è la Baronessa von Hell, diabolica, capricciosa, spietata, elegante e classica, maestra nell’imporre il suo stile: i giornali la definiscono un genio. “Le nostre due protagoniste – dice Emma Thompson – sono due donne, due professioniste che sono avversarie sul lavoro, cosa che non si racconta spesso”. del suo ersonaggio racconta  com’è interpretare un “incubo vivente”: “Mio marito ha detto non c’è bisogo che reciti. Mi sono divertita, anni volevo essere cattiva dopo tanti ruoli da vorrei-essere-cattiva-ma-non-oso finalmente una perfida a tutto tondo”. Per l’attrice “Sono pochi quelli che sono davvero cattivi, ma ci sono, anche nel nostro ambiente e recentemente qualcuno è venuto alla luce”. La mia baronessa si trova a fronteggiare una donna più giovane, bella e talentuosa di lei, cosa che è successa a me con Emma Stone, ma l’ho risolta sorseggiando qualche Negroni”. 

 “All’inizio estella è sottomessa rispetto alla Baronessa- spiega Emma Stone – ma poi diventa sempre più autonoma, fino a considerarsi a pari grado, in qualche modo assorbendo il velenoso insegnamento della sua mentore”. 

Conservando tutto il mistero della storia, ci sentiamo solo di annunciare che tra gli attori ci sono anche dei cani – dalmata compresi – a cui non verrà torto un pelo.

CINEMA / TV

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De Mon, un classico di cattiveria

Emma Stone “Ho amato il classico, ma mai avrei pensato che mi avrebbero chiamato. E’ successo circa sei anni fa, è stato un processo lunghissimo”. Nel film c’è un indizio – che non possiamo rivelare – che lega il racconto delle origini di Crudelia al cartone classico che ben conosciamo. Crudelia è stata una villain capace di oscurare i protagonisti di La carica dei 101 con la sua buffa, pur se agghiacciante, cattiveria. Canzone compresa, (scritta da Mel Levan e cantata nella versione italiana da Franco Bolignani), che infatti anche nella storia diventa una hit. Il nome, De Mon, fa il verso a quello originale di Cruella, de Vil (devil, il diavolo).  In realtà Crudelia si è affacciata per la prima volta dalle pagine del libro di Dodie Smith nel 1950, diventando la segaligna versione cartoon nel 1961, Crudelia ha anche avuto le fattezze nel film live di Glenn Close del 1996 (e nel sequel del 2000).

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Il diciassettesimo classico Disney, uscito in sala il 25 gennaio del 1961, è tratto da un romanzo di Dodie Smith di cui Walt Disney acquistò subito i diritti. In Italia ‘La carica dei 101’ arrivò poi nel novembre dello stesso anno, fu un grande successo al botteghino e si aggiudicò anche un Bafta come miglior film di animazione (l’Oscar ai cartoon è stato istituito solo nel 2001). L’adattamento italiano fu ancora una volta curato da Roberto de Leonardis e il piccolo dalmata Rolly “ho fame mamma, ho fame che mangerei un elefante intero” fu doppiato da suo figlio Andrea che aveva 6 anni. Il film è disponibile su Disney+

La Londra punk dei favolosi Settanta

“Londra – spiega il regista – è stata una delle principali fonti di ispirazione per questo film e aveva sicuramente un’anima diversa negli anni ’70, piena come era di sporco e inquinamento e con il movimento punk lungo King’s Road. C’era allora quel senso di ribellione contro l’establishment che pesa fortemente sul personaggio di Crudelia”.
Favolosi i costumi ideati dalla premio Oscar (per Mad Max: Fury Road)  Jenny Beavan, che la città di quegli anni l’ha vissuta davvero. “Crudelia ha ben 47 outfit diversi nel film. E nella gavetta è logico che usi vestiti vintage. Abbiamo fatto una ricerca nelle sartorie, come al al mercato di Portobello Road. Mi sono buttata in una fiera gigantesca del vintage, a Brooklyn, poi a Los Angeles, alla fine ho riempito una dozzina di valige”. 



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