Emmanuel Carrère e il processo del secolo. Sul nuovo Robinson

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“Fra il giorno in cui entreremo in quella scatola e quello, ancora lontano, ancora senza data, in cui ne usciremo, qualcosa in noi, attori e anche spettatori, si sarà mosso, sarà cambiato. Che cosa non so: vengo per scoprirlo”.

Così Emmanuel Carrère scrive, motivando la decisione di seguire le udienze di uno dei più importanti processi del dopoguerra, quello che si è aperto a Parigi contro i responsabili delle stragi terroristiche di matrice islamista che il 13 novembre del 2015 sconvolsero la Francia, facendo 130 vittime – tra cui la giovane italiana Valeria Solesin.

Potrete leggere la traduzione delle sue prime corrispondenze, pubblicate in patria da L’Obs, sul numero di Robinson in edicola da sabato 30 ottobre con Repubblica; nelle prossime settimane, il nostro supplemento continuerà a pubblicarle, offrendo anche ai lettori italiani l’occasione di immergersi nell’indagine sul male, il fanatismo, la giustizia che, udienza dopo udienza, prende forma attraverso le parole di Carrère.

Deciso a dedicarsi completamente al processo, “qualcosa d’enorme, qualcosa di inedito che dovrà trovare, poco a poco, le sue regole e la sua drammaturgia”, lo scrittore di bestseller come Yoga, L’avversario, Il Regno confessa che assistere al dibattimento coinvolge i temi profondi della sua letteratura: “quella misteriosa attività umana che consiste nel rendere giustizia” ma anche il fenomeno religioso, e la fatidica domanda: “quando c’è di mezzo Dio, dove comincia la follia?”. Nelle pagine da lui firmate su Robinson troverete il racconto delle prime fasi del processo e dei suoi protagonisti: gli imputati, tra cui Salah Abdeslam, considerato il basista del gruppo degli assalitori (nove, sono tutti morti), e i loro fiancheggiatori; i parenti delle vittime; i sopravvissuti. Ma soprattutto vi interrogherete insieme allo scrittore sul mistero di questi ragazzi cresciuti in Europa e decisi a uccidere per infliggerle dolore, dichiarando di non avere “niente di personale” contro gli uomini e le donne che hanno ucciso a colpi di kalashnikov.

Nelle pagine seguenti, come sempre, troverete le recensioni delle novità più interessanti in libreria; dal nuovo romanzo di Shirley Jackson, La meridiana, letto per noi da Mariarosa Mancuso, all’ultimo Aramburu, I rondoni, commentato da Giancarlo De Cataldo. Lo spazio dedicato a un autore da riscoprire questa settimana è per Giovanni Raboni – poeta, critico, traduttore – ritratto dalla penna di un altro poeta, Maurizio Cucchi.

Nello spazio dedicato alla letteratura per i più giovani troverete invece un piccolo (goloso) gioiello: mentre arriva in Italia il volume di Pamela L. Travers con le storie gastronomiche della mitica Mary Poppins, ve ne offriamo un assaggio, con tanto di ricette da provare insieme ai bambini.

La pagina dei Festival, oltre a segnalare come sempre gli appuntamenti con le rassegne culturali da non perdere, ospita un’intervista firmata da Anna Lombardi alla scrittrice americana Nicole Krauss, tra gli ospiti di Incroci di Civiltà a Venezia, mentre nelle pagine dell’Arte Claudio Strinati ci racconta della mostra, alle Scuderie del Quirinale di Roma, sull’influsso dell’Inferno di Dante nelle opere dei grandi artisti; Cloe Piccoli invece ha visto per noi, a Basilea, la temporanea della fondazione Beyeler dedicata al ritratto al femminile, da Berthe Morisot a Frida Kahlo.

E ancora: per gli Spettacoli Tom Hanks, intervistato da Arianna Finos, ci porta alla scoperta del suo nuovo film, Finch, mentre la showrunner Alena Smith spiega a Chiara Ugolini perché ha fatto della poetessa Emily Dickinson la protagonista di una serie in costume, ma assolutamente contemporanea, giunta alla sua terza stagione.  Per i Fumetti, una doppia intervista di Luca Valtorta alla “strana coppia” Zuzu & Poi, tra musica e comics, mentre nello Straparlando di questa settimana, Antonio Gnoli dialoga con la filosofa Adriana Cavarero di democrazia, politica, identità femminile.

Infine, come sempre, la nuova fase del grande torneo letterario per eleggere il libro italiano più bello del 2020. Mentre cadono “teste illustri”, nomi amati del romanzo, avanzano a sorpresa titoli d’arte e storia. Per sapere chi procede verso la vittoria, sfogliate il nostro supplemento fino alla fine.

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