Eni scorpora i biocarburanti e il car sharing Enjoy: obiettivo Borsa o nuovi soci

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MILANO – Continua la strategia di societarizzazione dell’Eni, che ha scorporato le sue attività nella mobilità sostenibile per realizzare più efficacemente “il percorso di transizione energetica”, per cui mira alla neutralità di emissioni entro il 2050. Il gruppo, come aveva già fatto capire nei mesi passati, annuncia la nascita di Eni Sustainable Mobility, la società dedicata alla mobilità sostenibile che “integra verticalmente tutta la catena del valore che svilupperà la bioraffinazione, il biometano e la vendita di prodotti, servizi e soluzioni per la mobilità, in Italia e all’estero, in un percorso che la vedrà evolvere verso una società multi-service e multi-energy”, si legge in una nota. Si tratta di una modalità di condivisione, anche degli oneri finanziari, che il gruppo di San Donato ha già applicato a diversi business, anche nel settore estrazione e produzione di idrocarburi all’estero, e che aiuta a liberare risorse per finanziare gli sforzi necessari a convertire la produzione di energia dalle fonti fossili alle rinnovabili, e diffonderne l’utilizzo. 

Dalle bioraffinerie a Enjoy e alle stazioni di servizio

Nella società sono confluite le attività di bioraffinazione e biometano, che includono le bioraffinerie di Venezia e di Gela, e lo sviluppo dei nuovi progetti, oggi in fase di valutazione, nei siti di raffinazione a Livorno e a Pengerang (Malesia). Ne faranno inoltre parte il marketing e la commercializzazione, “tramite una rete di oltre 5.000 punti vendita in Europa, di tutti i vettori energetici tra cui l’idrogeno e l’elettrico, i carburanti anche di natura biologica come l’Hvo (olio idrogenato vegetale) e il biometano, nonché gli altri prodotti per la mobilità come i bitumi, i lubrificanti e i combustibili”, riporta ancora la nota diffusa da Eni. Infine, confluiranno in Eni Sustainable Mobility tutti i servizi connessi alla mobilità come il car sharing Enjoy, la ristorazione e i negozi di prossimità sul territorio.

Quotazione o nuovi soci, sulle orme di Plenitude

Secondo Claudo Descalzi, amministratore delegato dell’Eni, “questa nuova società rappresenta la seconda leva strategica, da affiancare a Plenitude, nell’ambito del nostro percorso di transizione energetica per l’abbattimento delle emissioni di tipo Scope 3, le più significative e difficili da eliminare poiché generate dai clienti attraverso l’utilizzo dei prodotti”.

Eni lancia Plenitude: spin-off da oltre 10 miliardi con rinnovabili e clienti

Plenitude è il nuovo nome commerciale con cui, circa un anno fa, furono ribattezzate e societarizzate le passate attività di Eni Gas e Luce, insieme alla produzione di energia da fonti rinnovabili e alla loro commercializzazione al dettaglio. Per Plenitude si era aperto un percorso di “valorizzazione”, tramite quotazione o ingresso di nuovi azionisti di minoranza industriali o finanziari, e si prospettava un debutto in Borsa con valutazione di quasi 10 miliardi di euro; tuttavia, dopo l’invasione dell’Ucraina e la crisi dei mercati dell’energia l’operazione è stata rinviata a tempi migliori. “Attraverso Eni Sustainable Mobility integriamo e liberiamo nuovo valore dalle nostre iniziative industriali, prodotti e servizi basati su tecnologie innovative e che andranno a costituire un’offerta unica e decarbonizzata per la mobilità”, ha aggiunto Descalzi.

In base alle condizioni di mercato anche la società ora al varo potrebbe traguardare la quotazione, o l’ingresso di nuovi soci disposti a finanziarne lo sviluppo autonomo, nell’anno entrante. Come amministratore delegato di Eni Sustainable Mobility, che per ora è al 100% controllata da Eni, è stato indicato Stefano Ballista, già direttore del comparto Sustainable Mobility di Energy Evolution di Eni.

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