Enrico Letta a Repubblica delle Idee: “Vicenda Gkn inaccettabile, se questo è l’andazzo rivedere norma su licenziamenti”

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“I 422 licenziamenti per mail alla Gkn di Campi Bisenzio sono inaccettabili. Era successo già alla Gianetti Ruote, in Brianza, 152 persone a casa. Se questo è l’andazzo, dobbiamo rivedere la norma del 30 giungo che pone fine al blocco selettivo dei licenziamenti. Rischia di scalfire la voglia di ricostruzione che si percepisce oggi in Italia. Un problema è anche capire chi siano i datori di lavoro, se si tratta di fondi esteri diventa complicato tutelare i lavoratori”.

Nella Bologna che attraverso le primarie ha scelto da poco il candidato sindaco del centrosinistra, Matteo Lepore, è arrivato Enrico Letta. Il segretario del Pd, insieme al direttore dell’Espresso Marco Damilano e a Tonia Mastrobuoni, corrispondente di Repubblica da Berlino, ha analizzato lo stato di salute della sinistra italiana. In una piazza Maggiore intenta a capire le dinamiche interne al partito, Letta ha fatto il punto sui cambiamenti che sta cercando di promuovere dal 14 marzo, quando ha lasciato l’incarico di direttore della Scuola politica parigina “Sciences Po” per rituffarsi nella politica italiana, dopo l’addio alla direzione del Pd di Nicola Zingaretti. Ma l’attualità impone il tema del lavoro, introdotto da Damilano.

Mastrobuoni: “Le donne lavoratrici hanno pagato il conto più salato. Il Pnrr prevede che il 57% dei fondi vada a digitalizzazione e green, settori prevalentemente maschili. La parte dedicata all’occupazione femminile non è troppo povera?
L: “Dentro il Pnrr ognuno ha fatto le proprie battaglie. Mentre Salvini combatteva per il coprifuoco alle 23, ho chiesto a Draghi una clausola obbligatoria per tutti i settori del piano. Si tratta di rendere obbligatorio per chi usa i fondi di mettere percentuali fisse di occupazione fissa femminile e giovanile pena la perdita dei soldi. E’ una rivoluzione, una cosa mai vista in Italia. So che creerà polemiche, ma lo ritengo un cambiamento fondamentale. Dobbiamo passare dalla parola ‘conciliazionè alla parola ‘condivisione’. Condivisione tra i genitori di tutte le incombenze legate alla genitorialità. E’ un passaggio chiave per diventare un Paese moderno. Il Pd è l’unico partito che ha portato e porterà avanti questa battaglia con coerenza”.

Damilano: Hai definito la riforma della giustizia importante. Conte non è d’accordo. Perché la maggioranza è spaccata? Non avete investito troppo su Conte?
L. “Con Conte ho un rapporto positivo e faremo strada insieme. La riforma della prescrizione ci divide da tempo. Il Pd ha combattuto quella che era la logica di scambio tra prescrizione e legittima difesa che aveva trovato il governo gialloverde. In trent’anni non si è mai trovata la quadra politica, Cartabia ha fatto un buon lavoro. Gli investitori esteri e i cittadini meritano velocità e certezza. L’impianto della legge è importante e contribuisce alla nostra credibilità, che dobbiamo avere per giustificare tutti i soldi che ci arrivano dal Pnrr. Conte non è stato l’unico a protestare, lo ha fatto anche Forza Italia. E se FI protesta sulla riforma della giustizia… ma non posso dire altro perché ora siamo alleati”.

D: Non è che alla fine il governista dei Cinque Stelle è Grillo e non Conte?
L: “So cosa voglia dire avere un dissidio interno. Io guardo e mi auguro che trovino una soluzione. Per il bene del Paese più si discute di riforme e meglio è. Lo dico anche all’interno del Pd, dobbiamo fare ciò che serve per il futuro”.

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