“Equiparare premi olimpici e paralimpici”: la petizione raggiunge quota 20 mila firme

Pubblicità
Pubblicità

Sta ormai raggiungendo le 20mila firme, appena 48 ore dopo il suo lancio, la petizione di Assist-Associazione Nazionale Atlete sulla piattaforma Change.org, con la quale si chiede al Governo l’equiparazione immediata fra i premi in denaro di atlete e atleti azzurri medagliati alle Paralimpiadi e quelli dei medagliati alle Olimpiadi di Tokyo. Le differenze sono sostanziali: 75 mila euro il premio previsti per gli ori paralimpici, 40 mila per gli argenti, 25 mila per i bronzi, contro i 180 mila (oro), 90 mila (argento), 60 mila (bronzo) per i podi olimpici. Una differenza considerata da Assist “non accettabile”. “Si fatica a comprendere come – si legge nel testo della petizione – non si riescano a trovare i poco più di 4 milioni e mezzo di euro che servono per far sì che gli azzurri e le azzurre paralimpici possano non essere definiti atleti di serie B”. L’appello è rivolto al Governo dato che i premi degli atleti sono pagati con denaro pubblico e tocca all’Esecutivo fare in modo che sia rispettato il dettato costituzionale, in particolare quanto previsto dall’articolo 3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Finite le Paralimpiadi, iniziano le polemiche. Premi troppo bassi agli atleti. Boldrini: “È contro la Costituzione”

Rizzitelli (Assist): “Ora azioni concrete”

Per questo Assist richiede un incontro al presidente del Consiglio Mario Draghi, ma anche alle ministre per la disabilità Erika Stefani e per le pari opportunità Elena Bonetti, e alla sottosegretaria allo sport Valentina Vezzali, chiamati a quella che viene definita “un’azione doverosa”. E che il Governo abbia il dovere di intervenire è anche il pensiero dei tanti che stanno scrivendo le loro motivazioni in calce alla petizione. “Il lavoro e la dedizione sono gli stessi, anzi…” e “Rappresenta un dovere civico, morale e di buon senso”, e ancora “Non ci dovrebbe neppure essere bisogno di una petizione”, fino a “Si devono superare queste barriere culturali, peggiori di quelle fisiche” sono solo alcuni dei commenti dei sottoscrittori della petizione. “Contiamo su una risposta tempestiva da parte del Governo – dichiara Luisa Rizzitelli, presidente di Assist -. Le parole di orgoglio per i nostri atleti e le nostre atlete non bastano, occorre un’azione concreta. Assist è al fianco degli atleti paralimpici e ha tutta l’intenzione di andare fino in fondo a questa battaglia”.

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source