“Eravamo insieme. Tutto il resto l’ho dimenticato”, il ricordo funebre commuove la rete. Tutti in cerca di Lidia e Amedeo

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21 marzo 2021. Lidia Giordani. “Eravamo insieme. Tutto il resto l’ho dimenticato”. Amedeo.

Un verso libero di Walt Whitman, per ricordare chi non c’è più. E l’annuncio funebre pubblicato sul giornale vola su Twitter, riprende vita e forma, unisce fantasie, domande, desideri. Chissà com’erano Lidia e Amedeo.

Non sono commenti quelli sotto la frase, che resta intima, ma strette di mano invisibili e concesse. La possibilità di immaginare il senso di un amore, ora che la morte non concede addii, solo necrologi.

Un primo di giorno di primavera di tanti anni fa, fu buio. “Ricordare e sentire d’essere stati dimenticando il superfluo è il più grande gesto d’Amore” scrive qualcuno in risposta ad Amedeo. “Wow”, aggiunge un altro. “L’essenza”, “La bellezza”, “Brividi”.

Di Whitman e di attimi fuggenti, ‘O capitano, mio capitano’, lo scrittore G.K. Chesterton disse: “Rappresentava la fratellanza alla luce del sole, descrivendo una varietà infinita di creature meravigliose e raggianti, tutte sacre in quanto concrete”. Concreto lo sarà prima o poi anche un profilo, chissà se anche raggiante. E chissà chi è stata Lidia Giordani, che vita ha vissuto, chi ha lasciato. Perché Amedeo la ricorda anche nel 2020, e nel 2017, ancora, prima.

“Il ricordo è un modo d’incontrarsi” scrive l’anno scorso. Un altro necrologio, con la frase di Khalil Gibran. L’incanto di una generazione. “Metà di quel che dico non ha senso, ma lo dico perché l’altra metà possa giungere a te”, pubblicò il poeta libanese naturalizzato statunitense nel 1926 in Sabbia e spuma (Sand and Foam). Un verso che 42 anni John Lennon mise nel testo di Julia (dall’album The Beatles) donandogli un’immortalità rock senza più retorica né croci. Half of what I say is meaningless / But I say it just to reach you, Julia.

Amedeo nel 2017. “Le cose si scoprono attraverso i ricordi che se ne hanno. Ricordare significa vederla – ora soltanto – per la prima volta”. Sceglie Cesare Pavese, dal libro Il mestiere di vivere: diario 1935-1950, appunti, pensieri e note che l’autore iniziò a trattenere mentre era confinato dal regime fascista a Brancaleone, Reggio Calabria.

C’è chi cerca online. Amedeo, padre o amico, un fratello, di certo un marito. Appassionato di letteratura, un uomo che non dimentica. E una Lidia Giordani c’è, morta troppo giovane, nel 2008, a 35 anni.

Giornalista con la passione per l’economia e l’ambiente, una laurea in lettere alla Sapienza di Roma presa nel ’97. Jeans chiari e musica anni Ottanta nel suo passato del liceo. Un corso dopo l’Università al ‘Carlo De Martino’ di Milano. E poi il lavoro come giornalista parlamentare, l’Adnkronos, redattrice dell’agenzia Dire, l’Ansa, il Sole 24 Ore, Milano Finanza, altro anche. Motorini, movimento, idee, strade. “Lidia s’è ne andata troppo presto, dopo una breve e terribile malattia. Aveva appena compiuto 35 anni”. Una vita che si può solo immaginare attraverso poche parole.

Sarà lei? Se lo fosse, quella Lidia di Amedeo si è anche occupata di ambiente e di sviluppo sostenibile, e ha fondato con altri il progetto “Oltre le Righe”. Si legge in rete che abbia lavorato con passione nonostante la malattia. Tracce lievi di parole chiave che non spiano ma immaginano, provando a rendere omaggio a una famiglia intera, alle famiglie di tutti.

Lidia “era appassionata, versatile, scrupolosa e combattiva”. Con un Premio Giornalistico organizzato da Legambiente Circolo Città Futura e intitolato a suo nome. Un riconoscimento rivolto a tutte le giornaliste donne professioniste, praticanti, pubbliciste, blogger e collaboratrici di testata che abbiano al massimo 35 anni. Ci sono piccole storie enormi a cercar bene.

Chissà se è davvero lei, Lidia Giordani, scomparsa troppo presto come Marinella che scivolò nel fiume a primavera. Anche un Amedeo esiste. Volontario di Legambiente che vorrebbe Roma meno capricciosa per “muoversi in treno, tram e metropolitana”. Potrebbe essere lui a scriverle ogni anno, o forse no. Lidia e Amedeo che stavano insieme. Come tanti, da non dimenticare mai. Frasi di poeti e memorie d’altri che restano aperture in comune per scappare via e credere ancora un po’ nel bello. Tanto poco può bastare oggi a uscire di casa, senza un comprovato motivo.

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