Europei, pressing contro gioco in verticale: come hanno preparato la sfida tra Italia e Austria

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Londra. Anche l’Austria è arrivata in Inghilterra all’ultimo momento, con un veloce viaggio dal ritiro di Seefeld all’aeroporto di Innsbruck e da lì in charter per Londra, dove Foda sta preparando in queste ore la sfida all’Italia con una cura particolare per la tattica. L’occasione è storica, il ct austriaco vuole diventare la sorpresa dell’Europeo e ritiene di avere trovato la chiave per mettere in difficoltà gli azzurri: accentuare il pressing feroce, decisivo con l’Ucraina, per catturare la maggiore quantità possibile di palloni e impedire alla Nazionale di Mancini la gestione costante del gioco. Il dato sul quale fa leva Foda – secondo l’analisi dell’Orf, la televisione austriaca – è l’altissima percentuale di palloni recuperati e di contrasti vinti. Nella fase a gironi l’Austria, con 152 palloni catturati agli avversari, è stata la seconda migliore squadra dopo l’Olanda (155) e seconda è stata anche per il numero dei tackle (26) dietro la Germania (29). C’è però l’altra faccia della medaglia: i passaggi imprecisi. Con l’81% di passaggi riusciti, la squadra di Foda è appena al 15° posto, sulle 24 squadre dell’Europeo. Si profila dunque anche una gara di pressing, nella quale l’Italia non si sente certo inferiore: il minor numero di palle recuperate (88, ultimo posto) dipende dal fatto che l’Italia finora non ha avuto troppo bisogno di questo fondamentale: attacca in maniera verticale, raggiungendo la porta avversaria rapidamente, gestisce il gioco in prevalenza (57,7%, come il Belgio, alle spalle solo di Spagna e Germania). Anche gli austriaci, però, stanno provando a percorrere la stessa strada: col 54% di possesso palla sono ottavi in questa classifica.

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Bonucci: “Impossibile distrarsi a Wembley”

Che l’Italia si possa distrarre o che possa sottovalutare la partita è comunque un rischio che Bonucci, capitano in assenza di Chiellini, si sente di escludere. A Radio Rai ha spiegato che la squadra è al massimo della concentrazione: “Innanzitutto questa è la fase dell’eliminazione diretta. Poi c’è lo stadio, che mette adrenalina anche quando è vuoto,  figuriamoci con la gente dentro. E ancora c’è il fatto che noi vogliamo continuare questo sogno dell’Europeo come l’abbiamo iniziato: senza smettere di vincere”.

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Lo studio dell’Austria è stato accurato, il duello tattico non coglierà impreparati gli azzurri: “Loro sono un vero collettivo, sanno che cosa devono fare durante la partita. Sono abituati al ritmo alto e al pressing, perché la maggior parte di loro gioca nel campionato tedesco, dove queste caratteristiche sono indispensabili. Ma se facciamo il nostro solito gioco, possiamo venirne a capo”.

Evitare supplementari e rigori

Mancini esclude che l’inimmaginabile passo falso possa vanificare il lavoro di ricostruzione di questi tre anni, che ha riportato la Nazionale tra le favorite per la vittoria in un grande torneo: “È la prima partita a eliminazione diretta che affrontiamo, la più importante finora o meglio la più rischiosa: pensiamo che non usciremo e non credo che tutto il lavoro debba essere vanificato, comunque noi cercheremo di vincere come abbiamo fatto finora”. L’obiettivo è esplicito: sistemare la pratica prima dei supplementari e naturalmente evitare l’incognita dei rigori. Il ct spiega che l’essenziale, per riuscirci, è evitare di cullarsi nel ruolo di favoriti: “L’Austria è forte e ci vuole grande rispetto per tutte le avversarie, ricordandosi che la partita dura novanta minuti”. La formazione sembra fatta, anche se il ct non scioglie ufficialmente i dubbi sui ballottaggi (Verratti-Locatelli a centrocampo, Berardi-Chiesa in attacco): “Il criterio per le scelte non è solo fisico o solo tattico, dipenderà da tanti aspetti, ma non è mai un problema: chiunque scenda in campo, l’ho già detto e lo ripeto, non fa tanta differenza”. 

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