Europei Under 21, rischio “biscotto” contro l’Italia. Perché può non bastare una vittoria contro la Norvegia

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Il profumo è leggero ma persistente. E le nostre narici sono troppo abituate per non riconoscerlo. C’è una vaga aria di “biscotto”, che attraversa i campi dell’Europeo Under 21. L’Italia l’ha respirata nelle ore successive alla sofferta vittoria sulla Svizzera. Il sollievo per aver evitato il compiersi di una clamorosa rimonta – che ha portato il nostri avversari dal 3-0 al 3-2 – ha lasciato lentamente il posto ai calcoli, che hanno fatto nascere negli azzurri una consapevolezza: potrebbe non bastare una vittoria sulla Norvegia, nell’ultima partita del girone eliminatorio, per qualificarsi ai quarti di finale e poter puntare ancora ai primi tre posti del torneo, che regalano il pass per le Olimpiadi di Parigi del prossimo anno. Le nostre avversarie, affrontandosi, hanno modo comunque di eliminarci.

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I criteri della classifica avulsa

Colpa della sconfitta 2-1 con la Francia nella prima partita giocata alla Cluj Arena, condizionata dai gravissimi errori dell’arbitro olandese Lindhout. Anche in caso di successo degli azzurri, una vittoria della Svizzera sulla Francia porterebbe le tre squadre a sei punti, facendo scattare i criteri della classifica avulsa per stabilire le due qualificate ai quarti. Contano, nell’ordine, i punti, la differenza reti e i gol negli scontri diretti. Se due squadre rimangono in parità assoluta, passa il turno quella che ha vinto lo scontro diretto.

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L’ipotesi peggiore per l’Italia

Passerebbe per prima la Svizzera, se vincesse 3-2 sulla Francia, che comunque andrebbe ai quarti per seconda grazie allo scontro diretto favorevole con la squadra di Nicolato. Dal 4-3 per gli elvetici in su, ogni vittoria con un solo gol di scarto manderebbe a casa la nostra nazionale per il minor numero di reti segnate nelle partite con le altre due.

La disperazione di Antonio Cassano dopo l'inutile gol del 2-1 alla Bulgaria agli Europei del 2004

Per la Francia il pericolo Spagna nei quarti

Si tratta di ipotesi remote. Ancor più se martedì la Spagna non perderà con l’Ucraina e si qualificherà come prima del girone B, destinata ad affrontare nei quarti la seconda del gruppo D, il nostro. Difficile immaginare la fortissima Francia accontentarsi di una sconfitta di misura con la Svizzera e quindi del secondo posto, che la costringerebbe a sfidare subito l’avversaria che ha vinto tre degli ultimi sei Europei Under 21. Rimangono però molte perplessità sulla posizione della Uefa che, al contrario della Fifa, nei suoi tornei continua a privilegiare gli scontri diretti sulla differenza reti. Un criterio che, in caso di arrivo a pari punti a tre, finisce per penalizzare troppo spesso la squadra impegnata nell’ultimo match del girone contro l’avversaria più debole. In altri termini, all’Italia non basterebbe segnare tanti, tanti gol alla Norvegia in caso di 3-2, 4-3, 5-4 etc della Svizzera sulla Francia.

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I “biscotti” subiti dall’Italia in passato

E alla memoria tornano subito due brutti precedenti per l’Italia: il 2-2 tra Svezia e Danimarca (il biscotto dei biscotti) che eliminò la Nazionale di Giovanni Trapattoni dall’Europeo del 2004, giocato in Portogallo, nonostante la vittoria azzurra 2-1 sulla Bulgaria. Non fu un bello spettacolo, ma portò all’arrivo del nuovo ct, Marcello Lippi, che due anni dopo vinse i Mondiali in Germania. E poi un altro Europeo Under 21, nel 2015, organizzato dalla Repubblica Ceca. L’Italia di Gigi Di Biagio vinse 3-1 l’ultimo match del girone con l’Inghilterra, ma fu eliminata dal contemporaneo 1-1 tra i portoghesi e gli svedesi, ancora loro. Un flop che costò alla nostra Nazionale anche la partecipazione alle Olimpiadi di Rio 2016.

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