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Europei, Ungheria-Portogallo 0-3: Ronaldo, doppietta e record

La Republica News
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BUDAPEST – A leggere solamente il consuntivo finale, quel freddo “Ungheria-Portogallo 0-3” che rimarrà negli annali come il match in cui Cristiano Ronaldo è diventato il miglior marcatore di sempre della storia degli Europei superando Michel Platini (11 a 9, ma spalmati su cinque tornei a fronte dell’unico exploit di “Le Roi” nel 1984), verrebbe da pensare che alla Puskas Arena sia semplicemente andato in scena il copione previsto, quello della favorita che dispone della vittima sacrificale. La verità è un’altra, perché i campioni d’Europa in carica hanno fatto una fatica tremenda a risolvere il rebus proposto da Marco Rossi, teorico anello debole di un girone intriso di giganti. Sospinta dal pubblico – rivedere oltre 60mila persone assiepate sugli spalti di uno stadio è diventata a modo suo un’esperienza da raccontare – e dalla voglia di ribaltare i pronostici, l’Ungheria ci ha provato fino alla fine, arrendendosi a una sfortunata deviazione e alla malinconia che ne è derivata.

<< La cronaca della partita >>

Tanto equilibrio

La doppietta di CR7 è arrivata quando i magiari avevano già tolto la testa dalla partita, colpiti a morte dal sinistro di Guerreiro su invito di Rafa Silva e, soprattutto, dal piede di Orban che era andato a sporcare la conclusione del terzino portoghese. Un colpo da ko giunto a sei minuti dalla fine, e il castello ungherese si è sfaldato. Prima, però, nonostante l’assenza di un giocatore cardine come Szoboszlai, l’Ungheria aveva messo in mostra un calcio essenziale ma solido, con la coppia Sallai-Szalai in avanti che non richiama solo uno scambio di consonanti e vocali ma funziona bene: l’ex Palermo si muove tanto sul fronte d’attacco, il capitano fa a spallate con chiunque. Nel primo tempo, proprio come nel secondo, il Portogallo si era reso pericoloso solamente in coda, con una conclusione di Diogo Jota sottratta al rimorchio potenzialmente letale di Bruno Fernandes e con una zampata di Ronaldo clamorosamente alta. In mezzo, tanta battaglia, qualche conclusione da lontano, una partita piacevolmente equilibrata.

In 66mila allo stadio senza mascherina: a Budapest prove di normalità

La Puskas Arena di Budapest è l’unico degli undici stadi dell’Europeo itinerante in corso in cui è previsto il 100% della capienza. Così, per l’esordio dell’Ungheria contro i campioni in carica del Portogallo, i padroni di casa sono sostenuti da 60mila tifosi (seimila i portoghesi). Vicini gli uni con gli altri e senza mascherine. Prove di normalità dopo più di un anno di pandemia. Per entrare, oltre al biglietto, è stato necessario mostrare ai tornelli un braccialetto Covid, ottenuto grazie al certificato di vaccinazione o al risultato negativo di un tampone svolto nelle 72 ore precedenti l’inizio della partita. Coreografie, striscioni, bandiere, fumogeni: un colpo d’occhio emozionante dopo mesi di spalti deserti.

Ronaldo nella storia

Gulacsi, senza mai rubare l’occhio ai fotografi, nella ripresa si produceva in un paio di parate degne di nota, su un colpo di testa dell’inossidabile Pepe e su un destro velenoso di Bruno Fernandes. La stella del Manchester United ha faticato a trovare la posizione giusta, più trequartista che mezz’ala. Alla fine, con l’ingresso di Rafa Silva per l’altro Silva, Bernardo, il Portogallo ha guadagnato improvvisa concretezza. Non prima, però, di un grosso spavento. Il nuovo entrato Schon scappava via sulla destra per poi battere un non irresistibile Rui Patricio, salvato dall’evidente fuorigioco dell’attaccante. Si arrivava così all’epilogo, col sinistro di Guerreiro deviato mortalmente da Orban, colpevole qualche minuto più tardi anche del fallo da rigore su Rafa Silva, che consegnava a Ronaldo il pallone della storia. Non contento, il Portogallo mandava il suo campione in gol per la seconda volta nel recupero, fissando lo 0-3 al termine di una bellissima azione palla a terra. Questo è quel che resterà negli annali. Ma Marco Rossi, e la sua Ungheria, hanno davvero poco da rimproverarsi.

UNGHERIA-PORTOGALLO 0-3 (0-0)
Ungheria (3-5-2): Gulacsi; Botka, Orban, At. Szalai; Lovrencsics, Kleinheisler (32′ st Siger), Nagy (43′ st R. Varga), Schafer (20′ st Nego), Fiola (43′ st K. Varga); Ad. Szalai, Sallai (32′ st Schon). All.: Rossi
Portogallo (4-3-3): Rui Patricio; Semedo, Ruben Dias, Pepe, Guerreiro; Danilo Pereira, William Carvalho (36′ st Renato Sanches), Bruno Fernandes (44′ st Moutinho); Bernardo Silva (26′ st Rafa Silva), Diogo Jota (36′ st Andre Silva), Cristiano Ronaldo. All.: Fernando Santos
Arbitro: Cakir (Turchia)
Reti: 39′ st Guerreiro, 42′ st Ronaldo, 47′ st rig. Ronaldo
Ammoniti: Nego, Orban, Ruben Dias
Recupero: 1′ e 5′



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