Europeo volley, per l’Italia svanisce il sogno finale. La Turchia vince al tie-break

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BRUXELLES — Davide Mazzanti e le azzurre si chiederanno a lungo come hanno fatto a perdere così una semifinale spesso dominata. Ritrovando una Paola Egonu in forma smagliante, almeno fino al quinto set quando tutto si è squagliato: 3-2 (18-25, 25-23, 15-25, 25-22, 15-6) il punteggio finale. Nella finale di domenica degli Europei di volley va la Turchia allenata da un italiano, Daniele Santarelli, già campione del mondo con la Serbia e con Conegliano, mentre i dubbi resteranno a lungo al suo antagonista. Un secondo set buttato, un quarto perso dopo aver avuto 4 punti di vantaggio, lunghe fasi in cui la terribile Melissa Vargas sembrava gestibile, prima di ridestarsi e fare piazza pulita, in un Palais 12 di Bruxelle in cui la stragrande maggioranza del pubblico sventolava bandiere turche.

Turchia-Italia, primo set

Il primo set è stato spaccato in due, interpretato da due team Italia con stesse responsabilità e onori: il primo, il classico sestetto dell’Europeo giocato in Italia, il blocco Lubian-Danesi centrali, Sylla-Petrini schiacciatrici, Orro palleggiatrice e Antropova opposto, si è incaricato della parte più delicata: scrollarsi di dosso la tensione, la paura che Santarelli fosse riuscito a trovare la formula con cui far convivere in maniera invincibile i due opposti, l’ex novarese Karakurt e l’ex cubana Vargas, premiata da Erdogan in persona con il passaporto turco. Quando non solo Antropova ha cominciato a martellare, ma anche Pietrini ha trovato schiacciate e block-out, si è capito che l’impresa non era impossibile. In una situazione di equilibrio Mazzanti ha fatto entrare Egonu e Bosio, ma senza asportare Antropova, creando un mix devastante. Spettacolare un salvataggio di Sylla che Pietrini trasforma nel 18-16, Danesi rispondendo all’invito di Bosio e murando porta l’Italia sul 20-17, un challenge vinto su tocco della rete turco vale il 21-17, l’ace di Egonu, i muri di Antropova e Danesi, uniti al fendente dell’opposto nata in Islanda chiudono il set.

Europeo volley: Italia contro la Turchia di Melissa Vargas, la campionessa strappata da Erdogan a Cuba

Turchia-Italia, secondo set

Il secondo set l’Italia lo perde subito, con un’inerzia a favore della Turchia che Mazzanti non riesce a invertire con due time-out, ed è subito 11-5 quando Sylla sbaglia il servizio. Nel frattempo il tecnico punta su Egonu, che torna terminale del gioco azzurro più di Antropova in chiaroscuro. Invece di Vargas, dilaga Kakakurt, che nella trance agonistica ci mette pure una linguaccia alle azzurre, rimediando un’ammonizione. Un ace di Lubian vale il 15-18, ma Karakurt è una furia e impedisce il ritorno delle azzurre che si stava concretizzando. Egonu ci mette schiacciata, muro ed ace per il 22-23, ma un muro su Pietrini spegne le speranze.

(credits: Galbiati-Rubin/FIPAV)

Turchia-Italia, terzo set

Un set si può buttare, due no. Infatti l’Italia entra in campo col piglio giusto, e visto che c’è, anche una Egonu così non si può togliere. Risultato: nove set point, e 25-15 finale. Uragano Paola: pallonetto (2-1), schiacciata (3-2), schiacciata (6-4), recuperi, invito raccolto da Orro e spike (11-7), ancora schiacciata (15-8), per arrivare a 11 punti nel set l’elenco è lungo e proficuo è l’asse ritrovato con Orro. La palleggiatrice sarda ovviamente ne ha anche per le altre, Lubian, Danesi e Pietrini colpiscono spesso, anche di fino la imolese, mentre la capitana si prodiga in mille interventi. Antropova rientra brevemente e scaglia un ace, Mazzanti si inventa la soluzione che non t’aspetti quando, per arginare la mano pesante di Karakurt & C. fa giocare insieme due liberi, Parrocchiale e Fersino, per portare in porto il 2-1.

Turchia-Italia, quarto set

Il quarto set è una doccia gelata per l’Italia, che pensa di avercela fatta quando raggiunge il 18-14, tutto sembra funzionare, fino a quando si ridesta la temutissima Melissa Vargas. Mentre Egonu non può tenere i ritmi del terzo set, e cala lievemente mentre la sua avversaria comincia a picchiare: parallela che riporta sul 19-17, diagonale e occhiataccia alle azzurre, ace, e Karakurt l’assiste nella rimonta.

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