Euroscandalo, Panzeri rimarrà in carcere fino a metà febbraio. L’avvocato: “Gli indagati rischiano più di 4 anni”

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 La procura federale riferisce in una nota che “per motivi personali” Antonio Panzeri “ha deciso di ritirare il ricorso” per ottenere la scarcerazione. L’ex eurodeputato socialista, accusato di presunti atti di organizzazione criminale, corruzione e riciclaggio di denaro per influenzare le decisioni Ue su Qatar e Marocco, dovrà comparire nuovamente a febbraio davanti alla giustizia belga per un riesame della sua custodia cautelare.

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La prossima udienza per il riesame dovrebbe tenersi entro un mese, cioè a febbraio, ha precisato la procura federale belga, spiegando che il politico resterà in carcere almeno fino a quel momento. I due mesi di detenzione decisi dalla Camera di Consiglio, chiarisce un portavoce, devono essere conteggiati a partire dal 14 dicembre scorso quando i giudici belgi si sono espressi per la prima volta sulla custodia cautelare poichè Panzeri ha rinunciato all’appello.

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Il legale di Panzeri, Laurent Kennes, ha rilasciato alcune dichiarazioni a margine dell’udienza sulla custodia cautelare del suo assistito. “Per i casi di corruzione” la pena massima “è di quattro anni”, mentre quando si parla di associazione a delinquere i rischi sono “più importanti” e quindi gli indagati “rischiano di più, ma anche la violazione del segreto professionale prevede una pena massima di tre anni”. Per esperienza, “so che è difficile portare a termine questo tipo di inchieste”. Sulle fughe di notizie, ha evidenziato il legale, rammaricandosi che la giustizia non riesca a fermare i leak sulla stampa.

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 “Sono venuto a conoscenza di elementi del fascicolo attraverso la stampa, ovvero da articoli su Le Soir o su La Repubblica. Siamo venuti a conoscenza di elementi ai quali noi stessi non avevamo ancora avuto accesso”, ha aggiunto Kennes.
 

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