Eva Green: “Perché amo il vino? È la bevanda perfetta che unisce palato, cuore e anima”

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La tarda primavera a Bolgheri ha qualcosa di magico. Il viale dei Cipressi si riempie di profumi e le vigne fiorite lasciano pregustare l’esplosione di frutto della stagione del sole. Maggio 2017. L’attrice Eva Green, reduce dalle passerelle sulla Croisette del festival di Cannes con “Quello che non so di lei” di Roman Polanski, si rifugia nel paradiso toscano per far visita alla sorella gemella Joy che, col marito Niccolò Marzichi Lenzi, produce vino in uno dei terroir più vocati del mondo. È tardo pomeriggio, in cucina ci sono dei campioni di vino da barrique. Eva si serve e degusta. Quel Cabernet Franc in purezza da terreni biologici, intenso e potente, con spiccate note di frutti rossi, la colpisce. Lo racconta il cognato: “Erano tre campioni: il Bolgheri, le Crocine Igt Toscana e un terzo che volevamo imbottigliare separatamente per valorizzarlo perché molto buono. Quella sera, quando sono tornato, Eva mi ha detto: “Ah ecco il vino che piace a me e non quei soliti Pinot Neri che piacciono tanto a voi due!” Cioè a me e mia moglie Joy». Ed ecco che da quella speciale degustazione en primeur nasce la Cuvée Eva, omaggio all’attrice parigina, che vive a Londra, ma che in Toscana ha trovato una seconda casa.

Musa di Bernardo Bertolucci in The Dreamers nel 2003 («Ho imparato tantissimo da lui», dice la star), intrigante bond girl in Casino Royale nel 2007, toccante madre astronauta in Proxima l’anno scorso, Eva Green è anche una golosa gourmet e una wine lover dal palato fine. È sensibile alla lotta al riscaldamento globale, ama la cucina green di Ottolenghi, e soprattutto è una zia affettuosa per i nipoti figli di Joy, che crede nella famiglia e nel Natale. In questi mesi sta imparando ad andare a cavallo per interpretare il ruolo di Milady ne I tre moschettieri accanto a Vincent Cassel, e presto la vedremo nella serie tv Liaison e nel thriller Nocebo. Tra un set e l’altro, l’abbiamo intervistata.

 Eva Green e una delle etichette de Le Crocine. (Foto Le Crocine) 

Qual è il segreto del successo del vino? 
È l’unico prodotto che parla contemporaneamente al palato, al cuore e all’anima”.

Ama di più i vini francesi o quelli italiani?
“Quelli italiani, che altro?” (ride, ndr). 

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A Bolgheri uve francesi hanno trovato il terroir ideale nel suolo italiano. Le piace la connessione?
“Non mi piace chiudere le cose in gabbia. Credo fermamente che, se è destino, ogni cosa trovi sempre l’incastro perfetto”.

Tra Italia e Francia c’è una storica competizione su cibo e vino. Quale cucina preferisce e perché?
“Amo tutti i tipi di ricette sane fatte con ingredienti freschi. Non importa da dove vengano. Di recente ho scoperto la cucina di ispirazione israeliana dello chef Yatam Ottolenghi. Semplicemente deliziosa”.

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La prima etichetta Cuvée Eva Le Crocine è del 2016, bell’annata per i vini a Bolgheri. La ricorda?
“Ricordo di aver provato il vino in un singolo campione che Joy e Niccolò avevano intenzione di imbottigliare separatamente e al primo sorso ho detto loro che quello era esattamente il tipo di vino che mi piaceva molto. Poi tutto è venuto molto naturale ed è stata un’esperienza divertente, anche se personalmente non faccio nulla con il vino eccetto alcune degustazioni prima dell’imbottigliamento e berne una generosa quantità dopo” (ride, ndr).

Tasting che avvengono per lo più in Italia. Quale aspetto ama di più del nostro Paese?
“L’Italia, come la Francia, è molto varia e autentica, ogni angolo è diverso e ricco di storia. Questo è probabilmente uno degli elementi che personalmente amo di più, che mi fa sentire a casa. I francesi e gli italiani sono molto simili, ma come mia sorella ama ricordarmi “gli italiani sono francesi di buon umore!””.

Dove ama andare una francese per rilassarsi?
“Piuttosto che rilassarmi, preferisco fare escursioni in montagna o lunghe passeggiate nel nord della Scozia. Adoro la natura”.

A proposito di natura, il global warming incombe sul mondo intero. L’agricoltura bio può aiutare?
“Il biologico in generale è un bel passo avanti per far capire all’industria alimentare che le persone vogliono qualcosa di sano nel piatto o nel bicchiere. In generale, dobbiamo continuare ad andare avanti ed esplorare soluzioni più sostenibili, ma anche le nostre abitudini devono cambiare. Senza essere estremisti, penso che tutti noi possiamo fare molto di più, anche nella vita quotidiana. Con uno sforzo congiunto possiamo, insieme, aiutare a guarire questo meraviglioso pianeta che è stato ferito dalla nostra avidità e dal nostro egoismo”.

Il vino è la sua passione, ma il suo primo amore è il cinema. In Wall Street, nel 1987, Oliver Stone aveva già filmato un vino rosato a cena. Ora i rosé sono popolari ovunque. Il cinema può essere strategico per lanciare un vino o una tendenza?
“Non so se sono la persona giusta per rispondere. Guardo i film in modo diverso perché sono più attratta dall’interazione degli attori e meno dall’ambiente”.

Charlie Sheen e Daryl Hannah bevono vino rosé in Wall Street (1987) 

Con quali attrici italiane le piacerebbe lavorare?
“Mi piacerebbe (o sarebbe piaciuto) recitare con Valeria Golino, Claudia Cardinale e Anna Magnani”. 

Ritiene, come di recente Tom Cruise, che lo streaming sia un vero nemico per il cinema?
“L’industria cinematografica si sta adeguando alla domanda”.

Arriva il Natale, periodo ideale per andare al cinema, la gente tornerà finalmente in sala?
“Le persone hanno voglia di convivialità e interazione. Lo spero davvero perché per quanto grande sia la tua tv, cinema o teatro rimarranno sempre un’esperienza diversa. Almeno per la mia generazione”.

Eva Green in uno degli scatti del Calendario Campari 2015 

Che cos’è per lei e la sua generazione il Natale?
“Per me Natale è soprattutto atmosfera di festa con i suoi colori, le luci, i suoni e gli odori legati ai vari dolciumi. Oltre che un’occasione per stare in famiglia è anche il momento per condividere tante cose buone da mangiare. Il Capodanno è invece un momento di riflessione sull’anno appena passato e su come vogliamo affrontare il nuovo anno. Una sorta di “break”, di pausa in queste nostre vite frenetiche. È anche un ottimo momento da passare con persone che per mille motivi non riesco a vedere durante l’anno”.

Natale è anche donare. Che vorrebbe ricevere?
“Vizio i miei nipoti e questo è anche il mio regalo di Natale. È un ritorno all’infanzia”.

Quando tornerà in Italia dai suoi cari e dai bimbi?
“Vorrei il più spesso possibile, ma il lavoro mi fa viaggiare tutto il tempo”.

La pandemia l’ha cambiata?
Parliamone quando sarà finita…”.

Eva Green (foto @H&K) 

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