Exor, pronti 6,5 miliardi per gli investimenti

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Lo shopping di Exor non si ferma. La holding della famiglia Agnelli-Elkann, che controlla anche Repubblica attraverso l’editrice Gedi, è pronta a impiegare 6,5 miliardi in acquisizioni e investimenti. Cifra indicata da John Elkann, amministratore delegato della società, che controlla gruppi come Stellantis, Ferrari, Iveco, Cnh Industrial durante una conference call con gli analisti finanziari. Si tratta di un tesoretto importante che Exor vuole impiegare sia in un programma di acquisiti diversificato di aziende, focalizzato su tre macro settori, salute, lusso e tecnologia, sia su investimenti nel nuovo veicolo, Lingotto, creato grazie all’apporto di fondi da parte di Covéa (in tutto 2 i miliardi gestiti), e nel Ventures, che riguarda il lancio e il sostegno di nuove start-up. Sul primo capitolo la holding investirà 5 miliardi di quella che lo stesso Elkann definisce una “potenza di fuoco”. Fondi che serviranno ad acquistare “una società di grandi dimensioni, più da 3 a 5 società minori”. Per l’amministratore delegato il focus è “salute, lusso e tecnologia, ma saranno valutati altri settori sufficientemente attrattivi”. Lo scouting è già iniziato. “Siamo in una fase di studio – rimarca Elkann – e siamo incoraggiati dalle molte compagnie che ci sono”. I soldi che rimangono, 1.5 miliardi, saranno divisi tra Lingotto e Ventures.

Una campagna di acquisti che dipende anche dalle operazioni concluse nel 2022. Exor ha ceduto la compagnia di riassicurazione PartnerRe per 8,6 miliardi di euro alla società di assicurazioni francese Covéa. A monte dell’operazione ha deciso di stanziare circa 1 miliardo nel settore salute con le operazioni nell’Institut Mérieux e Lifenet. Il debito si è ridotto di circa 600 milioni, ora si attesta a 3,7 miliardi di euro e la società ha effettuato una campagna di buyback per oltre 200 milioni. Elkann sottolinea che l’anno che si sta per chiudere, iniziato con la separazione tra Cnh Industrial e Iveco Group, è “stato un anno molto attivo, siamo sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi delineati”. Exor ha un gross asset value, in pratica il valore delle partecipazioni, di oltre 33 miliardi: il 65% è rappresentato dalle partecipazioni in Ferrari, Stellantis e Cnh industrial. Un 10% è dato dalle partecipazioni in Iveco, Juventus, Institut Mérieux, Christian Louboutin, Via, The Economist, Gedi. Il 5% dalle attività è rappresentato da Lingotto e Ventures. Il 2022 è stato anche l’anno della riorganizzazione della società con la nomina di Suzanne Heywood, presidente di Cnh Industrial e di Iveco Group, a chief operating officer, in pratica il braccio destro dell’ad Elkann, e la scelta di lasciare la Borsa di Milano e quotare le azioni della holding solo sulla piazza di Amsterdam, sede della società. Rispetto alle quotazioni Elkann puntualizza rispetto alle voci di delisting di Cnh: “Non è in discussione nessun delisting, ma, caso mai, un single listing rispetto all’attuale doppia quotazione a Milano e a New York”.

Nessuna indicazione sulle aziende su cui Exor avrebbe puntato gli occhi. “Non abbiamo fretta, c’è molto da fare, ci vuole pazienza”, dice Elkann. Rispondendo poi ad una domanda di un analista, rimarca che non c’è nessuna discussione in corso con Armani. “Come ho già detto in passato, Giorgio Armani è una società per cui abbiamo grande rispetto. E Armani è un imprenditore e un creatore per cui ho personalmente grande ammirazione. La cosa importante per noi è essere aperti a qualunque discussione che qualunque società vorrà avere, ma non ci sono discussioni in corso con la società Armani né con Giorgio Armani stesso”. Exor ha investito 541 milioni di euro nel produttore di scarpe e borse francese Christian Louboutin e anche nella casa di lusso Shang Xia. Il luxury è un settore in cui “non ci sono così tante opportunità di investimento come negli altri comparti, salute e tech, che ci interessano”.

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