Facebook rimuove la pagina di Altaforte, casa editrice vicina a CasaPound

La Republica News

Nelle ultime ore Facebook ha prima nascosto, poi rimosso la pagina della casa editrice Altaforte, con la motivazione che i post pubblicati non rispettavano gli standard della community: “Contenuti che incitano all’odio”. “Anche se consentiamo alle persone di esprimersi liberamente su Facebook, adottiamo provvedimenti nel caso di segnalazioni di abuso verbale verso le persone” si leggeva nell’avviso comunicato agli amministratori. Una delle ultime pubblicazioni della sigla editoriale è il libro intervista a uno dei leader di CasaPound, Simone di Stefano, dal titolo Una Nazione. Simone Di Stefano accusa l’Unione Europea. Qualche ora fa è arrivata su Twitter la risposta di CasaPound, con il tweet: “Solidarietà ad Altaforte Edizioni, che ha anche recentemente pubblicato il libro di Simone Di Stefano, per la censura subita da Facebook” e il lancio dell’ hashtag #iosonoAltaforte.Nel maggio del 2019 Altaforte era stata protagonista delle cronache per la sua partecipazione al Salone di Torino: la più importante fiera libraia italiana aveva rescisso il contratto con la casa editrice, che inizialmente doveva avere uno stand all’interno di uno dei padiglioni, dopo la richiesta del Comune di Torino e della regione Piemonte in seguito alle polemiche per la sua partecipazione. Era stata una sopravvissuta alla Shoah, Halina Birenbaum, a sollevare la questione, dicendo che non avrebbe partecipato ai suoi incontri previsti con gli studenti delle scuole se fosse stato presente in fiera l’editore vicino ai movimenti neofascisti. L’editore di Altaforte, che in quel periodo aveva appena fatto uscire nel suo catalogo Io sono Matteo Salvini- intervista allo specchio aveva definito la decisione del Salone “un attacco a Salvini e a me”. Parlava di censura allora, lo ripete oggi.


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