False vaccinazioni a Palermo, un’altra infermiera smascherata dalle telecamere della Digos: arrestata

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A fine dicembre, era finita in carcere un’infermiera dell’ospedale Civico in servizio all’Hub della Fiera. Stanotte, è scattato un nuovo arresto: ai domiciliari è andata un’altra infermiera del Civico, si tratta di Giorgia Camarda, 58 anni. L’indagine della Digos di Palermo, coordinata dal procuratore aggiunto Sergio Demontis e dal sostituto Felice De Benedittis, prosegue con un nuovo colpo a sorpresa. Le telecamere piazzate dalla polizia hanno ripreso altre false vaccinazioni: pure Giorgia Camarda faceva finta di iniettare la dose, in realtà un attimo prima svuotava la siringa su una garza. Ora è accusata di peculato e falso, stessa contestazione mossa a due persone, che hanno beneficiato dei servizi dell’infermiera infedele.

Palermo, giro di false vaccinazioni alla Fiera: 3 arresti. In manette il leader No Vax Filippo Accetta e un’infermiera. “400 euro per una finta dose”

Pure lei si era fatta iniettare una finta terza dose, dalla collega arrestata a dicembre, Anna Maria Lo Brano, che intanto nei giorni scorsi ha confessato e ha lasciato il carcere per i domiciliari. Anna Maria Lo Brano ha ammesso di “essere pentita” e di aver agito per soldi: “Per sostenere le spese universitarie di mio figlio”, ha detto, chiamando in causa altri complici. Il verbale fatto in procura il 5 gennaio è pieno di omissis, segno che l’inchiesta della Digos diretta da Giovanni Pampillonia è tutt’altro che conclusa.

Nel blitz di dicembre, erano stati arrestati anche il leader dei No Vax siciliani Filippo Accetta e un commerciante palermitano, Giuseppe Tomasino: “L’accordo concluso con loro – ha detto l’infermiera – era che io avrei procurato dei falsi certificati di tampone Covid con esito negativo, riguardanti Tomasino, Accetta e due dei suoi figli, in cambio di 50 euro per ciascuno di questi, mentre un’altra persona si sarebbe occupata dell’effettuazione o comunque dell’organizzazione delle false inoculazioni, in cambio di 400 euro per ciascuno”. Dunque, potrebbe esserci un altro sanitario coinvolto nelle false vaccinazioni. Anche perché all’epoca, Anna Maria Lo Brano non aveva ancora preso servizio all’hub della Fiera.

False vaccinazioni, l’infermiera arrestata confessa: “Sono pentita, ecco i miei complici”

“Io rivevetti 200 euro per i tamponi, oltreché altri 400 euro come ulteriore compenso – così prosegue il racconto dell’infermiera – Complessivamente incassammo 1800 euro”. Vennero consegnati nelle mani dell’altro misterioso complice: “Una volta in auto, mi diede la mia quota”.

Poi, la normativa cambiò. “Non ci fu più bisogno l’effettuazione dei falsi certificati di tamponi e quindi mi venne detto che mi sarei dovuta occupare io delle false vaccinazioni”. Qui, un altro omissis, che sembra chiamare in causa il complice.

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