Fanpage: la lobby nera che sostiene la campagna elettorale Fdi a Milano. Dureghello: “Non c’è spazio per chi inneggia a Hitler”

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Sistemi di ‘lavanderia’ per pulire finanziamenti in nero, incontri con esplicite battute razziste, fasciste e sessiste: questo lo spaccato che emerge da una inchiesta realizzata da Fanpage, con il sistema dell’insider, giornalista sotto copertura, tra esponenti di FdI a Milano. Il giornalista, tre anni fa, si è finto un uomo d’affari a cui interessava finanziare un gruppo politico italiano al fine di ottenere vantaggi per il proprio business e ha iniziato a frequentare un gruppo di personaggi di estrema destra a Milano.

Dureghello: “Non c’è spazio per chi inneggia a Hitler”

Duro il commento della presidente della Comunità Ebraica di Roma. “Non può esserci spazio nei partiti dell’arco costituzionale – twitta Ruth Dureghello – per chi fa il saluto romano, inneggia a Hitler e insulta neri e ebrei. Nell’Italia che promulgò le leggi razziste, come le ha definite giustamente Draghi ieri, non ci possono essere ambiguità su questo”.

Morani (Pd): “Meloni prenda le distanze da neofascisti”

“In un paese con la nostra storia queste connivenze e ‘convivenze’ di Fratelli d’Italia con ambienti neofascisti dovrebbe sollevare uno scandalo enorme. La Meloni non ha ancora preso le distanze da quella banda di neri. E su Fidanza Fdi cosa fa? Ci sono provvedimenti in arrivo?”. Lo scrive su Twitter Alessia Morani, deputata del Pd

 

Pignedoli (M5s): “Meloni non può tacere”

Quella di Fanpage “mostra la degenerazione di uno dei principali partiti italiani”. Lo afferma in una nota Sabrina Pignedoli, europarlamentare del M5S. “Giorgia Meloni non può tacere sulla Lobby nera a Milano dentro il suo partito e sulle modalità con cui si finanzia. La politica deve essere trasparente e non utilizzare le cosiddette lavatrici per organizzare eventi o sovvenzionare le proprie attività”.

 

L’inchiesta di Fanpage con un giornalista sotto copertura

Il capo, secondo l’inchiesta, è Roberto Jonghi Lavarini, detto il “Barone nero”, condannato a due anni per apologia del fascismo. Tramite Lavarini, il giornalista di Fanpage conosce Carlo Fidanza, europarlamentare e capo delegazione di Fratelli d’Italia. Si stabilisce cosi un rapporto che consente all’insider di frequentare il gruppo di esponenti di Fdi durante eventi e riunioni della campagna elettorale per le elezioni comunali a Milano per la quale sostengono la candidatura al consiglio comunale dell’avvocato Chiara Valcepina.

Entrambi chiedono finanziamenti al presunto uomo d’affari, col quale sono ormai in confidenza: “Le modalità sono: versare nel conto corrente dedicato. Se invece voi avete l’esigenza del contrario e vi è più comodo fare del black, lei si paga il bar e col black poi coprirà altre spese”, dice Fidanza al giornalista sotto copertura. Javarini, che è deputato a queste operazioni, entra più nei dettagli: Il “barone nero” spiega di avere “una serie di lavatrici” per il finanziamento alla campagna elettorale che sostiene di avere usato più volte.

Durante alcune riunioni del gruppo, inoltre, con la telecamera nascosta si riprende anche altro: molti dei partecipanti non condividono, con commenti pesanti, la scelta del candidato sindaco della coalizione, Luca Bernardo. Volano, nello stereotipo razzista-neofascista, battute su “negri”, ebrei, migranti e riferimenti al discorso di Hitler alla birreria di Monaco di Hitler, oltre a commenti sessisti. 

La telecamera nascosta riprende poi Longhi Javarini, che sostiene, senza fare nomi nè circostanze, di essere parte di “un gruppo trasversale, diciamo esoterico, dove ci sono diversi massoni. Poi c’è tutto un filone di ammiratori di Hitler, in più abbiamo un nostro informale servizio di informazioni e sicurezza, abbiamo una rete di ex militari”. Un’organizzazione trasversale ai partiti sostiene:
“Noi abbiamo contatti politici all’interno del centrodestra, non solo nella Lega ma anche in Fratelli d’Italia e persino Forza Italia”, afferma.

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