FantaSanremo, parlano gli ideatori del fenomeno social: “È nato tutto come un gioco nel peggior bar delle Marche”

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Parola d’ordine: “cazzeggio”, ma non solo. Sono tanti gli ingredienti che hanno contribuito alla nascita di un gioco come il FantaSanremo, diventato in poco tempo un fenomeno virale.

Tutto nasce da un gruppetto di amici appassionati di musica, che si riunisce nel bar del paese (“Il peggior bar delle Marche, per questo ci troviamo benissimo”, spiega Giacomo Piccinini, uno dei creatori del gioco) per guardare il festivàl (accento sulla a) e tra un bicchiere e l’altro tra una canzone e l’altra si inventa un gioco ispirato al Fantacalcio. Ma qui le regole sono veramente folli, fra punti vinti o persi a seconda che un artista perda una dentiera, cada sul palco, si esibisca ubriaco o mostri un capezzolo. E nel giro di due o tre anni il fenomeno, nato a Porto Sant’Elpidio in provincia di Fermo, esplode e diventa un caso nazionale, forse anche grazie alla moneta con cui si gioca i “Baudi“. 

“L’idea dei Baudi è nata nel 2020 quando è nato il gioco. Uno di noi ha detto ‘le monete si chiamano Baudi’. Baudo ha detto di essere felice e noi siamo impazziti quando Pippo ha rilasciato queste dichiarazioni”, spiega Piccinini, 30 anni, di professione musicista. È lui che con un manipolo di amici, suoi coetanei e anche loro nel mondo della musica e dello spettacolo, nelle ore passate a guardare Sanremo nel bar Corva da Papalina (“Papalina è anche diventato un bonus di quest’anno, ma questa è un’altra storia”), ha dato vita al gioco e anche al regolamento. Tutto rigorosamente all’insegna della goliardia.

I “Baudi”, anche nei tagli da 10, 20 e 50   “I bonus e i malus sono usciti così, assieme ai Baudi. Una serata al bar insieme al nostro barista Papalina, a bere il liquore tipico marchigiano, Il Varnelli e a sparare cazzate a raffica. Nel 2020 avevamo anche dei bonus molto poco politically correct e abbiamo fatto bene a levarli”. Ma qualcosa, di quella scorrettezza, è rimasto. 

“Uno che abbiamo voluto lasciare, nonostante le prime radio che ci intervistavano ci chiedessero di toglierlo è la ‘scapezzolata’. L’abbiamo voluto sdoganare e abbiamo avuto ragione: ad esempio ha portato bene ai Maneskin che hanno scapezzolato anche all’Eurovision. Quest’anno anche Le Vibrazioni potrebbero fare tanti punti. Sono 10 a capezzolo, non importa se maschile o femminile. Poi, se l’artista sul palco dovesse fare qualche gesto a favore del femminismo, del mondo Lgbt o a sostegno del mondo dello spettacolo sono altri bonus”.

Ogni squadra è formata da 5 artisti, uno dei quali capitano. Per formare la squadra, il giocatore ha a disposizione un tetto massimo di 100 “Baudi”. “Con quel budget puoi comprare, ad esempio, Achille Lauro, Tananai, Giannni Morandi, Dito nella piaga e Rettore oltre a Highsnob e Hu”.

Ma la “febbre del gioco” sta contagiando gli stessi artisti. “Michele Bravi ha fatto una sua squadra e ha sfidato gli altri. Tutti gli artisti conoscono il regolamento e potrebbero falsare il risultato. Un giro di finte scommesse al FantaSanremo – dice ridendo – Qualcuno ha anche detto ‘non mi metto in squadra e faccio tutti malus’. Anche Gianni Morandi ci ha mandato un saluto attraverso i social e ci ha ringraziato”.

Però il gioco non è sempre stato sul web. “All’inizio facevamo pagelle e pagellone su fogli di carta. Poi, due anni fa, abbiamo deciso di fare un ‘upgrade’ e siamo passati ad avere un foglio Excel su pc. Eravamo in 4 o 5 a gestire il gioco. Fra fogli e computer riuscivamo a tenere il conteggio dei bonus e dei malus”.

Il team che gestisce il Fantasanremo. Giacomo Piccinini e il primo in basso a sinistra 

Poi, però, è accaduto qualcosa di inaspettato: è arrivato il Covid a rivoluzionare le vite di tutti. E nel 2020 l’Italia si è bloccata. E anche i ragazzi di Porto Sant’Elpidio, da musicisti, si sono ritrovati bloccati in casa.

“C’era la pandemia, non potevamo lavorare e nemmeno potevamo più recarci nel nostro quartier generale, cioè il bar di Papalina. Allora – spiega ancora Giacomo – abbiamo spostato tutto sul web creando il sito Fantasanremo.com, in modo che la cinquantina di ragazzi che l’anno precedente aveva giocato a Fantasanremo, potesse continuare a giocare online nonostante il Covid, quarantena e zona rossa. Ma era una cosa destinata al massimo a un centinaio di persone”.

Invece, appena sbarcati in rete accade l’impensabile: “Siamo passati da 50 squadre del 2020 a 50mila del 2021. Abbiamo dovuto chiamare qualche amico a darci una mano, ma nonostante tutto il sistema è ‘crashato’ due o tre volte. Quest’anno abbiamo chiesto altri ‘rinforzi’ e ora siamo una ventina, pronti a impegnarci nella ‘settimana santa’ del Festival”.

Insomma, il FantaSanremo è qualcosa che è diventato decisamente più di un passatempo, ma non si può ancora chiamare lavoro. “Per farlo ci vorrebbe una retribuzione – dice Giacomo con un tono scanzonato – E se l’anno scorso abbiamo avuto la ‘fortuna’ di non lavorare, quest’anno abbiamo dovuto prendere una o anche due settimane di ferie per dedicarci a questo. L’anno prossimo chissà”.

E le idee non mancano. “Da quest’anno abbiamo uno sponsor ufficiale che ci aiuta a coprire le spese. Vediamo se l’anno prossimo il gioco crescerà ancora. Aspettiamo quello che accadrà quando uscirà questo articolo, forse arriveremo anche a 250mila partecipanti”, dice con una schiettezza disarmante. 

Ma quanto costa prendere parte a FantaSanremo e qual è la posta in palio? “Partecipare è gratuito e si vince la gloria eterna. I soldi non c’entrano nulla”, dice Giacomo che rivela, però, un piccolo segreto: “Noi, nel nostro bar Papalina scommettiamo un prosciutto, che poi si è obbligati a mangiarlo tutti insieme. Anche perché – dice ribadendo lo spirito goliardico della comitiva che si ritrova al bar – se lo vinci, te lo porti a casa e te lo mangi da solo… muori strozzato”.

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