Fascismo e Tolkien. L’educazione sentimentale di Giorgia-Calimera

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ROMA – “In Fratelli d’Italia non c’è spazio per i nostalgici del fascismo”. Questa frase di Giorgia Meloni, pronunciata più volte nei giorni scorsi, è parsa a qualcuno una svolta. Chi conosce bene la formazione politica della leader di FdI sa invece che Meloni avrebbe potuto pronunciarla identica anche 30 anni fa, perché nella comunità politica che l’ha accolta e svezzata quando quindicenne si presentò all’uscio della sezione del Movimento sociale italiano di via Guendalina Borghese, nel quartiere romano e politicamente ostile della Garbatella, la lotta al nostalgismo missino, al fascismo parruccone dei busti di Mussolini e di quando c’era Lui, era già la cifra ideologica del gruppo.

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