Fase 3: 11 Associazioni nazionali trasporto aereo chiedono soluzioni digitali armonizzate

Libero Quotidiano News

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16 settembre 2020

Roma, 16 set. (Labitalia) – I rappresentanti di undici Associazioni nazionali del trasporto aereo (Boards of Airline Representatives, Bars) sollecitano i governi a collaborare senza ulteriori indugi e ritardi allo sviluppo e alla implementazione di soluzioni digitali che consentano di eliminare in maniera controllata le restrizioni che attualmente limitano la mobilità delle persone. Ciascuno dei Bar firmatari dell’appello si rivolge al governo nazionale, alla Commissione europea e all’attuale presidenza del Consiglio europeo.
“La pandemia Covid-19 ha confermato la necessità di mettere in campo una piattaforma digitale con capacità di condivisione e analisi dei dati che sia allo stesso tempo uno strumento efficiente per facilitare la mobilità e contribuire contemporaneamente alla tutela della salute pubblica. Una soluzione digitale, facilitando il rapido tracciamento dei soggetti potenzialmente a rischio, può essere un valido supporto per le autorità nazionali nella definizione di misure appropriate e tempestive. Infatti, garantire la sicurezza, il mutuo riconoscimento e l’efficienza dei confini digitali sono misure di cruciale importanza per il rilancio dei viaggi internazionali e dell’economia globale”, spiega una nota dell’Ibar (Italian Board Airline Representatives), l’Associazione che rappresenta direttamente 54 compagnie aeree italiane e straniere operanti in Italia.
“Una soluzione armonizzata e digitale è considerevolmente più efficace di quelle, prevalentemente manuali e su supporto cartaceo, attualmente utilizzate dai singoli Stati. Alcune soluzioni sono già state implementate ad esempio da Spagna, Grecia e Regno Unito. Tuttavia, è ora necessario che vi sia uno sforzo comune da parte dei decisori politici per assicurare una piattaforma digitale che superi i confini nazionali e crei le condizioni per un’esperienza di viaggio meno problematica”, avverte.
“Per tutti noi – dichiara il presidente del Bar italiano (Ibar), Benito Negrini – la diffusione del Covid-19 rappresenta una sfida, che si può vincere esclusivamente con il ricorso alla collaborazione tra i singoli Stati. Purtroppo, oggi i passeggeri sono costretti a districarsi in un labirinto di adempimenti complicati e quasi sempre in modalità cartacea. Una soluzione condivisa e digitale – continua Negrini permetterebbe di ottenere benefici molto maggiori rispetto alle soluzioni approntate dai singoli Stati”.
I rappresentanti dei Bar europei – tra i quali Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Svizzera ed il Regno Unito – chiedono di valutare, oltre alla urgente soluzione digitale, azioni concordate e armonizzate anche in altre aree: un’analisi di impatto comune dello scenario determinato dalla diffusione del Covid-19 e un piano coordinato di interventi condiviso a livello per lo meno europeo; l’implementazione coordinata delle ‘Linee Guida per la ripresa’ definite dal protocollo di sicurezza sanitaria stilato da Icao, Easa ed Ecdc; chiarezza e disambiguità delle informazioni destinate ai passeggeri, che dovrebbero possibilmente essere redatte in collaborazione con i rappresentanti dell’industria del trasporto aereo.
I rappresentanti dei Bar europei concludono facendo presente che “la ripresa del traffico aereo è di cruciale importanza per il recupero delle economie sia europee che globali”. “Dai traffici internazionali di merci agli spostamenti delle singole persone, il trasporto aereo produce effetti vantaggiosi per l’intero tessuto sociale. Per questo motivo rivolgiamo un appello ai governi nazionali e alla Commissione europea perché si intensifichino gli sforzi tesi alla introduzione di una soluzione digitale transnazionale che rimuova le limitazioni nell’interesse delle persone e delle aziende. Inoltre, attendiamo con favore la piena implementazione del protocollo ‘Take-Off Guidance’ Aviation Health Safety’ stilato dagli organismi internazionali così da poter eliminare le misure restrittive che attualmente sono prese in maniera non coordinata e su base individuale”, concludono.



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