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Fdi, Meloni contro Speranza: “Incompetente e inadeguato, ora la mozione di sfiducia”. La Lega: “Vogliamo leggerla”

La Republica News
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“Incompetente e inadeguato”. Così Giorgia Meloni definisce il ministro della Salute. Un giudizio inequivocabile, a dire della leader di Fratelli d’Italia, al punto che il partito ha deciso di presentare una mozione di sfiducia a Roberto Speranza. “Fratelli d’Italia denuncia da tempo l’incompetenza e l’inadeguatezza di Speranza nel ricoprire l’importante e delicato incarico di Ministro della Salute – sottolinea Meloni – soprattutto in questo momento storico: dalla gestione fallimentare e disastrosa della pandemia alle imprese stremate a causa delle chiusure insensate e continue”. Per questo prosegue la leader del partito “FdI presenteraà una mozione di sfiducia nei suoi confronti e vediamo chi si assumerà la responsabilità di tenerlo ancora al suo posto. Non è più tempo di Speranza, ma di coraggio”.

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Da mesi ormai il ministro della Salute è al centro delle polemiche dei partiti del centrodestra, attaccato costantemente da Meloni e Salvini per la gestione dell’emergenza Covid. E proprio dalla Lega arriva un’apertura alla mozione di Fdi: “Vogliamo leggerla”. Il che significa che il Carroccio, pur essendo un partito della maggioranza, potrebbe appoggiarla. “Sicuramente – proseguono fonti del partito di Salvini – sosterremo la proposta di una commissione d’inchiesta sul piano pandemico, su ritardi ed errori”.

  “Stupisce che chi ha avuto ruoli così importanti come Giorgia Meloni non sappia che per presentare una mozione di sfiducia individuale occorrono 63 firme secondo i regolamenti. Insomma, ci si agita solo per fare ammuina. Mentre il paese ha la testa altrove. #iostoconRoberto”, scrive su Twitter il coordinatore di Articolo Uno, Arturo Scotto.

“Voglio esprimere al ministro la mia solidarietà e confermare che il Movimento 5 Stelle non aderirà a questa provocazione”, anticipa Rossella Accoto, sottosegretaria grillina al Lavoro e alle Poltiiche sociali. “Il governo Draghi – prosegue – e ancor prima il Conte II, hanno affrontato la più grande crisi pandemica ed economica dal dopoguerra prendendo in ogni momento decisioni guidate esclusivamente da rigorose evidenze scientifiche”.



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