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Fedez, la Lega e il ddl Zan: chi sono i consiglieri Bastoni e Lepore, autori della frase “Gay vittime di aberrazioni della natura”

La Republica News
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Massimiliano ‘Max’ Bastoni e Luca Lepore: ci sono anche loro due tra i leghisti citati da Fedez durante il suo intervento dal palco del concertone del Primo Maggio contro l’omofobia della Lega e le affermazioni dei leghisti contro i gay. Un discorso di sostegno al ddl Zan che da ieri è al centro del dibattito pubblico e politico. Ma vediamo chi sono i due leghisti milanesi di cui Fedez, dal palco, ha riportato una frase: “Gay vittime di aberrazioni della natura”, aggiungendo “Fedez ha asfaltato i consiglieri Lepore e Bastoni
“Questa l’hanno scritta insieme, chissà da soli cosa potevano partorire”.
La frase riportata da Fedez i due l’hanno pronunciata alla vigilia del Gay Pride di Milano del 2015: “Deprimente palcoscenico di qualche migliaio di frustrati, vittime di aberrazioni della natura”, per essere precisi.

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Fedez definisce i due “consiglieri regionali leghisti”, in realtà solo Bastoni lo è, mentre Lepore, dopo un passato da consigliere comunale, siede ora nel consiglio del Municipio 2 di Milano e ne è assessore, tra le altre cose, anche a Politiche sociali e Pari opportunità. Il più famoso è però Bastoni, per quel cognome di cui ha fatto slogan elettorale. Perché se ancora oggi sulla sua pagina Facebook campeggia lo strillo “Bastoni per Milano” un decennio fa si era lanciato nel più diretto “Bastoni per l’immigrazione” come santino elettorale. I suoi temi, del resto, non sono cambiati: blitz nei campi nomadi, battaglie contro gli immigrati – e sostegno elettorale dagli hammerskin – con un occhio particolare ai cittadini islamici e alle moschee, centri sociali (“a libro paga di Beppe Sala”, perché in autunno si vota e anche se la Lega non ha ancora un candidato il sindaco di centrosinistra è un bersaglio quotidiano) con l’aggiunta adesso delle crociate contro il coprifuoco come da dettato salviniano. Il 25 Aprile? Ricordato con una foto del leone di San Marco, per non deludere i suoi fan. E il ddl Zan: non è Pillon, ma anche Bastoni si fotografa con la scritta “No ddl Zan” sulla mano e il commento: “La manipolazione di massa, qualunque sia il messaggio che vuole veicolare, avrà sempre e comunque un punto di partenza e di arrivo comune che si chiama scuola. Senza un controllo, diretto o indiretto, su ciò che si insegna sui banchi, infatti, nessun processo manipolativo può dirsi davvero efficace. E questo la Sinistra lo sa benissimo”. Del resto Bastoni nel 2017 proponeva per l’Ambrogino d’oro il cantante Povia.

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Lepore non è da meno: manifesti secessionisti come se la Lega fosse ancora quella del Bossi padano. Ex tesoriere della lista “Maroni presidente”, nel 2019 era stato sentito come persona informata dei fatti nell’ambito dell’inchiesta sul presunto riciclaggio di parte dei 49 milioni di rimborsi elettorali ottenuti dalla Lega: “Eseguivo ordini, facevo cosa dicevano i responsabili del comitato. Non avevo voce in capitolo. Tutto era deciso da Stefano Galli e dai senatori Roberto Calderoli e Stefano Candiani”, aveva messo a verbale.

Insieme, Bastoni e Lepore, ne pensano di ogni. Come la mozione del 2015 in Consiglio comunale: la “messa al bando dei partiti comunisti”, per chiedere al Consiglio di impegnare il sindaco e la giunta a “intervenire presso le sedi opportune (parlamento e governo) per sollecitare la messa al bando di quei partiti italiani che richiamano simboli e si rifanno a dottrine comuniste” e per combattere la “nostalgia del comunismo”. Disse Bastoni, che pochi giorni fa assisteva alla parata di saluti romani a Milano per ricordare la morte del giovane Sergio Ramelli.

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Ma torniamo alla frase riportata da Fedez. La coppia Bastoni e Lepore, in quel giugno di sei anni fa, aveva articolato la sua indignazione contro la Milano Parade a cui partecipava anche il sindaco Pisapia: “Parallelamente all’apoteosi del volgare e del vanesio, caratterizzata dalle solite ostentazioni di glutei e seni nudi sarà incontrovertibilmente esternato il disturbo dissociativo di cui è affetta la giunta Pisapia che, da un lato, fa crociate contro la pubblicità sessista e, dall’altro, patrocina manifestazioni degradanti, ripugnanti e lesive della dignità dell’essere umano. A tribadi e gay diciamo che i diritti civili si rivendicano con misura e serietà, non con parate indecorose e con atteggiamenti scatologici. La pochade di domani avrà l’effetto di suscitare solamente disgusto o, come già ebbe modo di affermare papa Francesco nel settembre del 2013, cristiana commiserazione”.


 

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