Femminicidio a Roma, Adil Harrati incastrato da telecamere e cellulare, poi l’ammissione: “Ho lavato le mie scarpe”

Pubblicità
Pubblicità

A incastrare Adil Harrati non sono solo le testimonianze dei parenti della vittima. L’uomo accusato di aver ucciso Rossella Nappini, il cui cadavere è stato ritrovato lunedì scorso nell’androne del palazzo di via Giuseppe Allievo, è stato infatti inquadrato da alcune telecamere di sorveglianza della zona.

Non immortalano il momento dell’omicidio ma dalle immagini si vedono chiaramente gli spostamenti del 45enne accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, un’aggravante rimediata per aver portato con sé il coltello con cui ha ucciso l’infermiera di 52 anni. E poi c’è il suo cellulare.

“Adil non gestiva la rabbia. Dopo aver ucciso è tornato a casa facendo finta di niente”: parla l’amico del killer di Rossella Nappini

Analizzando le celle telefoniche, i magistrati coordinati dal procuratore capo Francesco Lo Voi sono stati in grado di ricostruire il percorso dell’assassino, fermato poi nella sua abitazione poco distante dal luogo del delitto.

L’uomo avrebbe fatto una mezza ammissione, dicendo di aver lavato le scarpe che probabilmente erano sporche del sangue della vittima, uccisa con diverse coltellate.

Prove concrete che verranno sottoposte all’esame del gip domani mattina. Tra meno di 24 ore infatti è previsto l’interrogatorio di convalida dell’arresto.

Avverrà nel carcere di Regina Coeli, davanti al magistrato Daniela Caramico D’Auria.

In quell’occasione l’indagato avrà la possibilità di confermare o meno le accuse mosse dal pm Claudia Alberti sulla base di quanto scoperto dai poliziotti della sezione omicidi della Squadra Mobile.

Chi è il presunto killer di Rossella Nappini: l’arrestato è il 45enne Adil Harrati. Contestata aggravante della premeditazione

Secondo gli investigatori l’uomo, che da poco aveva interrotto una relazione con la vittima, sarebbe andato a casa della donna per chiedere del denaro. Sarebbe anche salito a casa della signora Nappini. I due si sarebbero allontanati insieme, forse per andare a prelevare. Nell’androne dello stabile in zona Trionfale però le cose sono andate diversamente.

Rossella Nappini è stata uccisa con almeno 20 coltellate, anche se occorrerà attendere l’autopsia appena iniziata per avere un’esatta contezza della furia dell’indagato. Un femminicidio, il 78esimo in Italia, che ha sconvolto sia la famiglia della vittima che la comunità ospedaliera del nosocomio dove la donna lavorava.

Sempre domani infatti è prevista la fiaccolata organizzata dai colleghi della vittima e dalla Asl 1. L’appuntamento è fissato per le sette di sera, nel cortile dell’ospedale San Filippo Neri, dove Rossella Nappini, madre di due figli, lavorava.

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *