Festivaletteratura chiude con Auster e si pensa al futuro

Libero Quotidiano News

14 settembre 2020
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Mantova, 14 set. (askanews) – Venduto il 93% dei biglietti e una generale sensazione di avere raggiunto gli obiettivi che ci sei era prefissati. Si è chiusa domenica 13 settembre a Mantova la XXIV edizione di Festivaletteratura, la prima dell’era Covid e per questo molto diversa dal passato. Così per le vie della città si sono visti meno visitatori fisici, ma c’è stato uno spostamento dei contenuti, anche a bordo di un Furgone poetico, oppure le voci sono arrivate dai balconi, per continuare a portare avanti un progetto, pur a fronte delle mutate condizioni del mondo fuori.
E i cambiamenti, ci ha confermato Marzia Malerba Corraini del comitato organizzatore, sono destinati a restare anche per le edizioni future. “Probabilmente il festival del futuro – ha detto ad askanews – dovrà intercettare tutto una serie di cose che sono state attive quest’anno. Io non amo particolarmente lo streaming, ma se lo streaming ti consente di fare una cosa che non puoi fare assolutamente in un altro modo, lo devi gestire in maniera diversa, ma lo puoi integrare in un progetto. Così come la radio. In fondo noi abbiamo scelto radio e carta, che sono mezzi che vengono pensare ‘vecchi’, assolutamente no: la radio è contemporaneissima, moltissima gente ci segue per radio”.
Nuovi strumenti dunque, accanto alle modalità, e una interessante commistione di fisico e virtuale, con la possibilità di ampliare ulteriormente la platea dei visitatori, ma senza perdere la specificità dell’evento. E l’emozione di vedere dal vivo la passione che anima una delle più brave scrittrici italiane come Chiara Valerio è impagabile, ma anche in streaming fa il suo effetto. “Per essere una risorsa naturale – ha detto la scrittrice parlando di matematica e rivoluzione e della necessità che noi uomini diventiamo una risorsa per il pianeta – ma nel senso di natura umanizzata, natura da Antropocene, natura da Coronacene, bisogna continuare a pensare, studiare, agire per la comunità”.
Comunità è stata una delle parole importanti di questa edizione di Festivaletteratura, ed è una delle parole decisive del tempo che stiamo vivendo e vivremo. E usare la tecnologia per ampliare lo spazio di comunità, si trattasse anche solo di poter avere un grande autore americano in video, è stato quello che si è tentato di fare a Mantova in questo strano 2020. “E’ una vita che invitiamo Paul Auster – ha aggiunto Marzia Malerba – a settembre per tutta una serie di motivi non è mai potuto venire. Quando si è trattato di pensare alle Interviste impossibili in streaming ci siamo messi a cercare quelli che non vengono, quelli difficili. Paul Auster ha detto subito di sì”.
Ed eccolo qui, allora, l’autore di “Levitano” e della “Trilogia di New York”, mentre racconta a Peter Florence e al pubblico del festival lo sforzo che ha profuso per il suo ultimo romanzo. “Mi ci è voluto molto tempo per riprendermi – ha detto Auster – è stata anche un’esperienza fisica intensa, ma ho sentito per tutto il tempo che stavo ballando, e il libro continuava a scriversi da solo. Era tutto lì nella mia testa, come se mi fossi preparato a scrivere questo libro per tutta la vita”.
Ballava Paul Auster, dunque, e in un certo senso abbiamo ballato tutti noi in questi mesi sospesi. Le nostre vite sono cambiate e sono cambiate le modalità di fruizione della cultura. Festivaletteratura ha provato a dare una risposta a questi cambiamenti e a pensarli come strutturali e non come contingenti. Probabilmente, al di là dei numeri positivi, questo è il risultato più importante.



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