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Fibra, Colao va veloce “Piano entro l’estate e nessun monopolio”

La Republica News
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ROMA – Il ministro dell’Innovazione tecnologica Vittorio Colao vuole andare più veloce per portare la banda larga in tutto il paese. E lo vuole fare perseguendo tre obiettivi. Accelerare i lavori, modificando le regole sul rilascio dei permessi che hanno fin qui rallentato la posa della fibra. Non sposare alcuna tecnologia, ma consentendo – a seconda delle caratteristiche di ciascuna area geografica – di posare cavi a terra piuttosto che il wi-fi o le comunicazioni via satellite. Infine, mantenere la concorrenza: «Dobbiamo garantire che non si creino posizioni dominanti e che i cittadini possano continuare a scegliere».
Il ministro lo ha spiegato ieri a un convegno organizzato da Fratelli d’Italia. Un programma di lavoro che partirà da quello che già esiste. Il governo sta, infatti, realizzando un censimento della rete in fibra ottica: ha chiesto agli operatori una mappatura – strada per strada – delle case, imprese e strutture pubbliche raggiunte dai cavi destinati all’Internet veloce. Con la mappa in mano, i tecnici di Colao e del ministero dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti potranno ultimare il Piano Italia 1 Giga, che «sarà pronto per l’estate – ha spiegato Colao – per portare connessioni ultrarapide ovunque: a tutte le famiglie e aziende, a qualsiasi scuola e ospedale, alle isole minori e alle aree interne». Colao, punta alla concretezza. «Le famiglie – ha spiegato – avranno ancora la possibilità di scegliere» tra offerte commerciali diverse. Per questo, il governo si farà garante della concorrenza. Tim cioè non giocherà ad asso pigliatutto, né potrà ricreare un monopolio, nel web veloce.
La competizione preme alle aziende. Aldo Bisio (ad di Vodafone Italia) ha chiesto al governo di farsi regista unico. In concreto, Bisio vuole che Draghi lanci dei bandi pubblici. A quel punto, qualsiasi società delle tlc (nazionale o anche locale) potrà candidarsi a portare Internet in zone circoscritte del Paese. Più che in competizione, Open Fiber e Tim sono in lite continua. Al convegno, il presidente di Open Fiber Bassanini avverte che Tim – se artefice della rete unica in fibra – andrà molto piano. Non è interesse di Tim pensionare i vecchi cavi in rame che restano una delle sue proprietà più rilevanti. Gubitosi (ad di Tim) si fa sentire. Contesta a Open Fiber di non aver cablato le aree poco popolate del Paese (quelle bianche, come doveva) e avverte: Tim, unico operatore italiano, investe. Ed è lei sì affidabile.



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