Fidanzata con un trans, il fratello la uccide. L’appello dei politici: “Ora approviamo rapidi la legge contro l’omofobia”

La Republica News

Da Zingaretti a Gentiloni, da Luxuria a Giorgia Meloni, dall’Arcigay a esponenti 5Stelle, la reazione – trasversale – della politica all’omicidio di Acerra è immediata. Il movente di un delitto “assurdo e orribile”, com’è stato definito da più parti, ha risollevato il velo su un tema, quello dell’omofobia, che è al centro di una proposta di legge all’esame del Parlamento. Avanzata dal relatore di maggioranza Alessandro Zan (Pd), alle discriminazioni per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, aggiunge quelli legati ai caratteri sessuali. Di fatto, si riallaccia alla legge Mancino che contrasta i reati di razzismo e prevede il carcere da uno a quattro anni per chi istiga alla violenza omofobica intervenendo sull’articolo 604 bis del codice penale. Una legge che ha preso forma tra mille polemiche e che è ferma in Aula in attesa di essere esaminata.Ma ora, dopo quanto accaduto oggi – la cronaca ci dice che il fratello di Maria Paola Gaglione, 22enne di Caivano, contrario alla sua relazione con un uomo trans, l’ha inseguita in moto provocando un incidente in cui la giovane ha perso la vita – a richiederla a gran voce è lo stesso deputato dem Alessandro Zan, il quale a poche ore dall’omicidio di Maria Paola sottolinea: “Sono sconvolto per quanto accaduto. Non ci sono parole per descrivere l’orrore di questo omicidio. Maria Paola è stata assassinata dal fratello perché amava Ciro, un ragazzo trans. Il fratello considerava Ciro ‘infetto’ e per questo ha investito la coppia con la propria auto. Ecco in Italia come si muore di transfobia e misoginia. Questo è il risultato dell’arretratezza culturale e della mancanza di norme contro odio e violenze a sfondo omotransfobico”. “Il nostro Paese – rimarca dunque Zan – non può più stare fermo ad attendere l’ennesimo caso, l’ennesima discriminazione, l’ennesimo omicidio. Dobbiamo approvare la legge contro l’omotransfobia e la misoginia e dobbiamo farlo subito: dall’estensione della legge Reale-Mancino a questa fattispecie di reato, fino all’istituzione di centri antidiscriminazione e di case rifugio per dare riparo e sostegno alle vittime. Il Parlamento deve assumersi le proprie responsabilità e deve dare al Paese una norma efficace perché questo ritardo continua a mietere vittime. Questa notte ha vinto l’odio, nel peggiore dei modi. Dobbiamo fermare questa spirale di violenza: ogni singolo nuovo caso di omotransfobia e misoginia sarà un ulteriore insulto alla memoria di questa ragazza e di tutte le altre vittime”.


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