Fioretto femminile, l’urlo di Alice Volpi e il derby con Arianna Errigo

Pubblicità
Pubblicità

TOKYO – Urli disumani nella Makuhari Messe Hall introducono il duello che nessuno voleva. Sono le grida di Alice Volpi, nel sofferto assalto con la tedesca Leonie Ebert negli ottavi di finale che vale il derby con Arianna Errigo nei quarti. La tensione cresce e si comprime contro un’avversaria che parte sfavorita, ma va avanti 5-1 nel primo tempo, poi 8-5 nel secondo, un gap che scava dentro la fiorettista senese, quanto nemmeno lei si immagina. La rimonta è un calvario, ma riesce, l’azzurra si riporta sull’8-8, non riesce mai a prendere più di due stoccate di vantaggio. Sul 14-12 pensa di aver piazzato la botta vincere, e parte una serie di urli impressionanti che squarciano il solito sound del padiglione della scherma senza spettatori. L’arbitra americana Koehler gira però la stoccata a favore della tedesca, si riparte dal 14-13, nuovo affondo della Volpi, stavolta vincente, e nuove grida a ripetizione.

L’argento di Samele, il bambino che voleva diventare un mago

Come è raro sentire anche in uno sport come la scherma dove la pressione psicologica si comprime prima di dilatarsi con una stoccata riuscita, un classico di Valentina Vezzali. Ma Alice Volpi, 29 anni, senese, campionessa del mondo a Wuxi 2018, fidanzata dell’oro di fioretto a Rio Daniele Garozzo, non è solita lasciarsi andare in un modo così impressionante. Lo racconta subito dopo la vittoria con Ebert: “Ero impaurita, all’inizio non riuscivo a fare comandare le gambe dalla testa, poi mi sono finalmente sciolta. Mi hanno dato due cartellini gialli di cui forse uno poteva starci, l’altro no. Ora spero che la tensione sia andata via. Per me è la prima Olimpiade, venendo da un periodo senza gare: un mucchio di emozioni che arrivano tutte insieme”. Se ci sono tenniste abituate a lamenti e grida che hanno fatto nascere il genere delle tenniste-urlatrici, Alice Volpi assicura di non essere abituata a queste manifestazioni: “Non mi capita, ma bisogna ricordare che veniamo da un lungo periodo in cui ci siamo allenate senza stimoli e gare in vista. Per fortuna tutto questo è passato più velocemente di quanto pensassi”.

Scherma, Luigi Samele argento nella sciabola: sconfitto in finale dal fuoriclasse Szilagyi

Assente a Londra e Rio de Janeiro, quando in nazionale era impossibile trovare posto, Alice Volpi si ritrova nell’occasione della vita ad affrontare l’altra azzurra rimasta in gara dopo l’eliminazione di Martina Batini con l’ungherese Kreiss. A contenderle il posto in semifinale sarà Arianna Errigo, che con le Olimpiadi ha un conto in sospeso. A Londra 2012, giovane e rampante aveva eliminato di slancio Valentina Vezzali per poi perdere il secondo derby, in finale contro Elisa Di Francisca. La sua grande rivincita doveva avvenire a Rio de Janeiro, ma incredibilmente nel primo assalto agli ottavi si fece eliminare dalla poco nota canadese Harvey. Altri cinque anni, e siamo a Tokyo. “Il sorteggio è andato male, peccato” si rammarica Alice Volpi, prima di infilarsi la maschera e affrontare la compagna-rivale.

Spada, le lacrime di Rossella Fiamingo: niente podio olimpico

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source