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Firenze, contro il prof anti-vax insorge l’università

“Lo capite che è impossibile sperimentare e mettere a punto un farmaco in sette mesi? Lo capite che, a meno di essere dei veggenti, in sette mesi non è possibile sapere nulla di attendibile riguardo alla sua efficacia, alla sua sicurezza ed agli effetti indesiderati?”. A neanche 48 ore dallo start delle vaccinazioni anti Covid, con tutte le Asl e le aziende ospedaliere della Toscana mobilitate nella più grande campagna vaccinale mai messa in atto, esplode il caso del negazionista con titolo accademico.

Firenze, il prof di infermieristica all’università: “Io non mi vaccino”
di Michele Bocci 28 Dicembre 2020

“Io non mi vaccinerò per due motivi”, ha scritto sul suo profilo Facebook Filippo Festini, docente associato di Scienze Infermieristiche all’Università di Firenze, uno dei 10 mila dipendenti della sanità toscana (su 54 mila) che non hanno aderito alla campagna, “come docente di metodologia della ricerca so che sette mesi per sperimentare un qualsiasi medicamento non sono sufficienti a garantire che esso non abbia effetti avversi o indesiderati nel medio e lungo termine”. Una bordata violentissima, consegnata ai social il 18 dicembre ma esplosa soltanto adesso, dopo che Repubblica ha reso noti i post. “La cosa triste” aggiungeva Festini in tono sprezzante, rivolto ai sostenitori della campagna, “è che lo fate per fede, per adesione ideologica, non per consapevolezza scientifico-professionale, non perché avete studiato, vi siete documentati e avete scelto in modo informato”. Ancora ieri, nel suo profilo Facebook (poi reso illeggibile) il docente ha sostenuto che il vaccino Pfizer (quello che si sta utilizzando in tutta Europa) ridurrebbe il rischio di contrarre il Covid “di meno dell’1%”.
Dichiarazioni che hanno incendiato i social, e suscitato l’immediata replica dell’Università di Firenze, attraverso i docenti membri della task force Covid 19 Paolo Bonanni (Igiene), Alessandro Bartoloni (malattie infettive), Gian Maria Rossolini (microbiologia e virologia), Giulio Arcangeli (medicina del lavoro). “I dati di efficacia e sicurezza” del vaccino di Pfizer Biontech, hanno subito ribadito, “sono stati pubblicati il 10 dicembre sul New England Journal of Medicine, il più autorevole giornale medico al mondo”, e indicano una percentuale media di efficacia nella prevenzione del Covid del 95%. E se è vero che nei mesi in cui si è svolto lo studio di efficacia del vaccino, il 99% dei soggetti trattati con placebo (anziché con il vaccino), non si sono infettati, ciò non significa affatto, come invece sostiene Festini, “che la protezione data dal placebo assomiglierebbe a quella data dal vaccino”. “Il fatto che le persone con malattia siano state 162 su 17.511 tra le persone trattate con placebo, e 8 su 17.411 tra le persone vaccinate”, spiegano gli esperti, semplicemente “rispecchia la probabilità media di contrarre l’infezione da Coronavirus in una popolazione di volontari che vivono come tutti gli altri cittadini, con mascherine e limitazioni della libertà di movimento”. Il 95% di efficacia, in altri termini, somma, “va calcolato su tutta la popolazione di suscettibili, che senza vaccino, e con il virus in circolo, sarebbe destinata a contrarre prima o poi l’infezione”. L’interpretazione di Festini, dunque, non solo “ignora completamente la realtà epidemiologica di una pandemia”, ma è “gravemente fuorviante”. La verità è che se la copertura al 95% ci fosse stata fin dalla scorso febbraio, e per tutti gli italiani, “ci sarebbe il 95% in meno di casi gravi e di morti”. Da qui l’invito rivolto dall’Università “ai professionisti sanitari e a tutta la popolazione ad aderire con convinzione” alla campagna di vaccinazione.
E sul caso è intervenuto ieri anche il sindaco Dario Nardella: “È inaccettabile che medici e infermieri possano affermare pubblicamente che non intendono vaccinarsi, potrebbe essere devastante per il paese”, ha detto, ospite di Rtv38, a margine di una riflessione sulla obbligatorietà del vaccino anti Covid. Secondo il sindaco, d’altra parte, “non è vero che sarebbe incostituzionale rendere obbligatorio il vaccino”, e tuttavia, “è ancora presto per parlarne, e soprattutto può essere dannoso dividere il paese in partiti e fazioni”. 



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