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Firenze, il prof di infermieristica all’università: “Io non mi vaccino”

Il professore universitario di infermieristica si schiera contro il vaccino. Filippo Festini è uno dei 10mila dipendenti della sanità toscana (su 54mila) che non hanno aderito alla campagna avviata dalla Regio. Associato dell’Università di Firenze, Festini in un post sul suo profilo Facebook esprime la sua contrarietà al vaccino di Pfizer, cioè quello che è stato somministrato ieri per la prima volta in tutta Europa. “Il vaccino che vi state per somministrare secondo il produttore riduce il rischio di contrarre il Covid dello 0,87%, cioè di meno dell’1%”, scrive Festini, prima di fare un’analisi dei dati dello studio di Pfizer.

Come avviene in questi casi sono stati fatti due gruppi di studio di circa 18mila persone. A uno è stato dato il vaccino e all’altro il placebo. Nel primo caso si sono ammalate di Covid 8 persone, nel secondo 162. Secondo Aifa “due dosi del vaccino “Comirnaty” somministrate a distanza di 21 giorni l’una dall’altra possono evitare al 95% degli adulti dai 16 anni in poi di sviluppare la malattia COVID-19 con risultati sostanzialmente omogenei per classi di età, genere ed etnie. Il 95% di riduzione si referisce alla differenza tra i 162 casi che si sono avuti nel gruppo degli oltre 18mila che hanno ricevuto il placebo e i soli 8 casi che si sono avuti negli oltre 18mila che hanno ricevuto il vaccino”. Secondo Festini invece il vantaggio non è così evidente, perché lui divide il numero dei casi di infezione per il totale delle persone che hanno fatto parte dei due gruppi di studio.

Il vaccino che vi state per somministrare secondo il produttore riduce il rischio di contrarre il Covid dello 0,87%,…
Pubblicato da Filippo Festini su Domenica 27 dicembre 2020

Festini è stato sindacalista, a suo tempo ha tentato di diventare presidente dell’Ordine degli infermieri e è stato a lungo impiegato all’ospedale pediatrico di Firenze, Meyer, dove ha fatto attività di ricerca e didattica. Alla fine di settembre aveva riscosso un po’ di popolarità mettendo in guardia i genitori sui rischi legati ai tamponi. “Nessun genitore ha ricevuto informazioni sui rischi operativi intrinseci alle procedure del tampone rino e oro-faringeo per i bambini in quella fase dello sviluppo in cui sono oppositivi e non collaborativi nei confronti di qualsiasi procedura invasiva”, scriveva Festini. “ll numero abnorme di tamponi che vengono prescritti, l’assenza di informazione sui rischi e i racconti dei genitori sono evidentemente una spia che qualcosa in questo processo non funziona e deve essere urgentemente corretto”.

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Del vaccino non si fida. Il 18 dicembre sulla sua pagina Facebook il professore fiorentino scriveva, dedicando le sue parole ai colleghi entusiasti della vaccinazione. “Lo capite che è impossibile sperimentare e mettere a punto un farmaco in sette mesi? Lo capite che, a meno di essere dei veggenti, in sette mesi non è possibile sapere nulla di attendibile riguardo alla sua efficacia, alla sua sicurezza ed agli effetti indesiderati? E la cosa triste è che lo fate per fede, per adesione ideologica, non per consapevolezza scientifico-professionale, non perché avete studiato, vi siete documentati e avete scelto in modo informato. Perché se vi documentaste un minimo, vi verrebbe il desiderio di approfondire. Anzi no, non vi verrebbe lo stesso”. Tre giorni prima spiegava perché non si vaccinerà.

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Festini ovviamente non è il solo a non voler fare il vaccino tra gli operatori sanitari. In Toscana dei circa 54mila dipendenti del sistema sanitario 44mila hanno aderito alla campagna, gli altri 10mila no. Si tratta del 18%. Tra l’altro il numero potrebbe ancora salire, visto che ci si può tirare indietro fino al giorno nel quale è prevista la somministrazione. 

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