Firenze le carte dellinchiesta Open Matteo contrario alla restituzione dei 60mila euro a Romeo

Firenze, le carte dell’inchiesta Open, “Matteo contrario alla restituzione” dei 60mila euro a Romeo

La Republica News
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“Vorrei restituire i 60 k a Romeo, procedo? Con Buzzi s’è fatto”. Scriveva così su Whatsapp l’avvocato Aberto Bianchi all’onorevole Luca Lotti, il 23 marzo del 2017, sull’opportunità di restituire la donazione di 60 mila euro fatta alla Fondazione Open  dall’imprenditore Alfredo Romeo, arrestato solo pochi giorni prima per la vicenda Consip. La conversazione è agli atti dell’inchiesta della procura fiorentina sulla Fondazione Open, per cui Bianchi (ex presidente) è indagato insieme con l’ex premier Matteo Renzi, lo stesso Lotti ma anche Maria Elena Boschi e Marco Carrai. Parole prese a modello dagli inquirenti per ricostruire la catena gerarchica della Fondazione che realizzava la Leopolda e i rispettivi ruoli. Di fronte alle perplessità di Bianchi sulla donazione di Romeo, Lotti infatti replica: “Sicuro? A me sembra un mezzo boomerang”. Poi, “lasciando intendere di aver interpellato al riguardo Matteo Renzi”, aggiorna il presidente della Fondazione sul da farsi: “Matteo contrario alla restituzione”, scrive.Le carte sono state depositate dai pm Luca Turco e Antonino Nastasi in vista dell’udienza del tribunale del riesame – chiamato a decidere sul ricorso di Carrai contro i sequestri subiti un anno fa – e raccontano l’epopea di Open dalla nascita fino allo scioglimento. Un’attività frenetica che ha permesso di raccogliere oltre 7 milioni di euro, usati secondo le accuse per finanziare direttamente l’attività politica di Renzi e anche di Lotti e Boschi. A testimoniare la sovrapposizione tra Open e la corrente renziana del Pd, sempre secondo gli inquirenti, anche la bozza di verbale sullo scioglimento della Fondazione, datata 28 giugno 2018. Si legge nel documento, sequestrato dalla guardia di finanza nel novembre del 2019: “il quadro seguito all’esito del referendum del 4 dicembre 2016, alle dimissioni di Renzi dalla segreteria del Pd, alle elezioni politiche del 4 marzo 2018, impone la presa d’atto dell’esaurimento delle finalità statutarie della Fondazione”. Gli atti sembrano anche suggerire l’intenzione da parte dell’ex sindaco di Firenze di creare un nuovo progetto analogo alla Fondazione, “MR”. Bianchi ne prende nota in un appunto: “Gli ho detto che ci dobbiamo riflettere (…) anche perché dice, se la chiama MR non è cosa che si possa aprire e chiudere tipo Open. Poi: “chiede se dopo la fine della sua esperienza di Governo il fatturato è diminuito. Rispondo la verità, a parte caso Toto mio fatturato indifferente. L’ho trovato veloce come sempre, acuto, infingardo (in senso buono), mai riservato. Gli ho detto che vanno trovati al più presto i 400 per la Leopolda 9, dice che se non arrivano va prenderli lui (vabbè). Molto incerto in fondo sul fatto se la sua esperienza si sia conclusa o no”. 

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