Florida: strage di lamantini, affamati per le alghe invasive

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I lamantini della Florida muoiono di fame. A lanciare l’allarme per la strage dei mammiferi che sta avvenendo nell’Indian River Lagoon è la Florida Fish and Wildlife Conservation Commission (FWC) che ha chiesto al Parlamento Usa uno stanziamento di 7 milioni di dollari per salvarli. Sono quasi mille gli esemplari morti dall’inizio dell’anno a causa della proliferazione delle alghe e dei contaminanti (azoto e fosforo) nei fiumi e negli stagni, che uccidono pesci, uccelli e fanerogame, quest’ultimo il principale alimento per i lamantini (Trichechus manatus), sottospecie dell’India occidentale.

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L’agenzia statale per l’ambiente ha specificato che 3 milioni di dollari sarebbero per ripristinare l’habitat dei lamantini, un’altra somma simile per espandere la rete di cure per questo mammifero e il resto per il salvataggio e la gestione della specie.

Nel periodo tra dicembre e maggio scorsi è stato registrato il numero più alto di decessi (677, contro la media di 156), spiegano le autorità locali per la difesa della fauna, proprio quando si raduna il maggior numero di lamantini nelle acque calde della laguna. Ma negli ultimi mesi dopo l’estate il picco ha continuato a crescere, nonostante i tentativi di ripristino dell’ecosistema attraverso la ripopolazione di vongole e ostriche per favorire un sistema di filtraggio naturale delle acque.

Il lamantino, detto anche “mucca di mare”, è un mammifero erbivoro che trascorre la maggior parte del tempo “brucando” le sabbie paludose della laguna per cibarsi di alghe e mangrovie. I lamantini della Florida vivono anche in acque salata e sono una sottospecie a rischio di estinzione principalmente a causa della trasformazione dell’habitat.

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