Forte dei Marmi, le vacanze extralusso dei super ricchi

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Forte dei Marmi (Lucca). Questo è un posto dove ai tavoli si usano più i cellulari che le forchette. È tutto uno scattare foto al padellone di ostriche che, a giudicare dall’abbondanza, potrebbero essere vendute al chilo. E poi tra vicini di tavolo e tenda, in lino d’ordinanza. Per poi postare come se non ci fosse un domani. Il Grande Crudo Alpemare, consigliato per due, viene 150 euro. Il Crudo semplice (gambero rosso, mazzancolle, scampi), con cui hanno aperto il pranzo la silfide bionda e il suo fidanzato con cappellino da baseball, solo 45. Anche loro scrivono o postano, e le unghie perfettamente smaltate di lei coprono la parte bassa delle custodie degli smartphone che, nella metà alta leggibile recita “Life is better with…”. Per quanto li fissi, sperando che spostino le dita, il mistero resta (così come quello della loro nazionalità ex sovietica): “La vita è meglio con…”?.

I soldi, mi verrebbe da dire, considerato che l’ottimo ristorante del superlativo bagno di Andrea Bocelli è tra i più cari del Forte e, di conseguenza, d’Italia. Ma saranno tanto sfacciati da mettere per iscritto la loro condizione finanziaria? La risposta arriverà al termine di questo articolo sulle vacanze da ultra-ricchi nella località che, dopo gli Agnelli e i Moratti, è diventata la casa al mare di oligarchi e sultani.

L’estate a tutta Toscana di Di Caprio, dallo yacht con Bocelli alla cena nel ristorante più amato da Sofia Loren

Lamborghini on the beach

Spunti da una rassegna stampa recentissima. Una villa da 3 milioni e mezzo riconducibile al capo della Wagner, Prigozhin, è stata individuata in via Rosselli, cinque minuti a piedi da quella di Zelensky che l’anno scorso aveva fatto notizia per esser stata (forse) affittata ai russi. Inaugurazioni: nuovo Caffè Principe, rilevato da Prada; negozio Brunello Cucinelli; villa Dior. Una Lamborghini Urus spiaggiata al Bagno Annetta dove una delle 40 feste ammesse in spiaggia ogni stagione è andata fuori controllo. La leggendaria Capannina di Franceschi chiusa per 15 giorni per ordine del questore in seguito a risse tra giovani avventori.

Forte dei Marmi, La Capannina chiusa 15 giorni per risse

«Se è per questo» dice Paolo Corchia, presidente della locale Federalberghi «una rissa tra bimbetti c’è stata anche l’altra sera, con le catene per chiudere le bici. Bisogna vigilare ma sono fatti episodici…». Già durante il Covid gli italiani avevano compensato la mancanza di turisti stranieri. E i facoltosi rampolli, contro la noia, giocano alla street gang. Tanto che in Capannina un cartello intima: no felpe e no cappelli. Anche al Twiga, che per dieci metri è già Marina di Pietrasanta, nell’estate di passione della socia Santanchè (la ministra ha ceduto le quote, ma al fidanzato, e inchieste giornalistiche, oltre ad accuse di bancarotta e falso in bilancio, dimostrerebbero che continua a beneficiarne), nonostante che nel fine settimana un tavolo possa costare oltre 1.500 euro, l’età media è bassa.

Il sapore di Forte dei Marmi rivive nel Caffè Principe riaperto by Prada

Noi al Twiga, diventato il Papeete 2023, non ci hanno fatto entrare. Ma non importa, qui i simil Twiga sono dappertutto. Adolescenti a parte, al Forte si respira quella rilassatezza che solo i soldi sanno comprare. È il secondo comune più ricco della Toscana solo perché Bocelli ha ancora la residenza a Lajatico, nel pisano, e con un patrimonio sopra i 100 milioni di euro assicura da solo il sorpasso. Il terzo più caro, dopo Milano e Roma, per valori immobiliari. Lindo come la Svizzera, i cui solvibili cittadini l’hanno da poco scoperta. Una concentrazione di negozi da plutocrati che neanche a Hong Kong, in una coreografia unica di montagne a incorniciare il mare. Tant’è che, rendendosi conto di sedere sulla loro fortuna, dai 10.500 abitanti degli anni 80 si è arrivati ai 7.500 attuali, un -29 per cento che altrove avrebbe fatto parlare di esodo. Mentre qui è stata una muta della pelle: dai normodotati fortemarmini ai finanziariamente superdotati stranieri.

Forte dei Marmi, la cena vip con troni e acrobati fa infuriare il sindaco Murzi: “Inaccettabile”

«Altospendenti» li chiama, traducendo dall’inglese dei report che commissiona, il sindaco Bruno Murzi, cardiologo di fama e cugino del sindaco precedente, che guida una giunta essenzialmente di centrodestra anche se preferisce definirla «civica». Non gli è garbato nulla il rally in spiaggia e ha mandato i vigili a fare le multe. Però specifica: «Non sono quello che vuole mettere la gente a letto presto. Ma se muore la spiaggia muore anche il paese». Dunque niente piattaforme di legno, niente musica dopo una cert’ora, niente cammelli come in una celebre festa al Maitò o altre scenografie troppo circensi come sembrano chiedere i marchi della moda, tipo Dolce&Gabbana l’anno scorso all’Alpemare. La parola d’ordine è: Ibiza mai.

A Forte dei Marmi Brunello Cucinelli apre una nuova boutique di fronte al Caffè Principe

Quanto a che fine hanno fatto i russi, erano 30 mila prima del Covid e ora registrati sono meno di 10 mila ma, essendo più integrati, sembra una stima per difetto. «All’inizio della guerra» ricorda Murzi «venne da noi Oleg Tinkov, magnate che possiede la Datcha, hotel boutique con spiaggia, per fare una donazione per la popolazione ucraina. E ben prima che arrivassero i profughi avevamo un nucleo ucraino piuttosto danaroso. Sono comunità che frequentano gli stessi bagni e locali».

Olga, Tatiana e le altre…

A confermarlo è Piero Petrucci del ristorante La barca, che da oltre mezzo secolo sfama chi può permetterselo: «Una sera c’era una che mi han detto essere la figlia di Prigozhin i cui bambini giocavano con piccoli ucraini di un tavolo vicino. Ormai svernano qui, tranquilli. I russi hanno comprato l’Hotel Imperiale, il Belvedere, il Tirreno, il Royal. E la Datcha avrà 2 milioni di cantina di vini che io non mi sogno neppure. Ogni giorno per prenotare da noi è un continuo di Olga, Tatiana, Irene. Russe o ucraine indifferentemente». Se dovessero deciderlo qui il prossimo Nobel per la pace, con ogni probabilità andrebbe agli scampi crudi, in grado di mettere d’accordo gli altrimenti belligeranti cugini. Quelli che Petrucci regge meno sono gli arabi, con le loro «penne al pomodoro, Coca Cole e nidiate di bambini». O come quegli sgraziati adolescenti, solo maschi, dai portafogli oversize, che incrocio al rinnovato Caffè Principe un tempo raduno di commesse autoctone in vena di gossip o in cerca di marito.

Che i moscoviti sian sempre orgogliosamente su piazza lo conferma anche Cristiano Pugnana, dell’agenzia immobiliare Royal Forte, sposato con Irina: «È che prima gli bastavano tre ore e mezza per arrivare e oggi invece anche dodici, via Istanbul o Bodrum, spesso con aerei privati che possono far lievitare il conto sui 40 mila euro». Forte, fortissima attrazione. D’altronde sono clienti che non battono ciglio a prendere in affitto una villa per 100 mila euro a bimestre, di cui il 5 per cento va all’intermediario. «Qui gli affitti brevi non vanno molto. E serve internet ad altissima velocità per consentire loro di lavorare come se fossero a casa».

Forte dei Marmi ritrova uno dei suoi simboli: nell’Hotel Byron rinasce un pezzo di storia del turismo versiliano

16 mila euro a stagione

All’Alpemare, calcola il gentilissimo manager Fabio Giannotti confermando l’inedita pax fortemarmina, «tra russi e ucraini faranno il 40 per cento della nostra clientela, su un 60 per cento di stranieri e 40 di italiani. Gente che non ha paura di spendere e che sa che qui non deve pensare ad altro che a star bene». Se ti manca il costume, la crema, uno strappo in città ci pensano loro, tutto incluso nel canone stagionale (da aprile a ottobre) da 16 mila euro oppure 7.000 a luglio o 8.000 ad agosto per una tenda con lettini e sdraio firmate Louis Vuitton («L’ha fatto solo per cinque Bagni nel mondo»). Più cabina, con cassaforte. Qui di eventi ne hanno fatti di epici e, per evitare i nuovi limiti, i Bocelli hanno preso un locale in zona Poveromo (ironia della toponomastica), poco fuori dal Comune dove dirottare le serate più nottambule.

Ma Giannotti insiste: «Le persone che attiriamo qui da tutto il mondo portano ricchezza in città: pensiamoci bene prima di mandarle altrove». Al cliente, è il comandamento di questo ex bagnino sposato con un’estone, «mai dire di no». Come quando un ospite, per i 10 anni del figlio, si impuntò che, oltre ai combattimenti con il paintball, voleva anche un carrarmato vero. Lo trovarono a Bergamo da un collezionista. Non ne rivela la nazionalità, ma erano anni in cui ancora si poteva scherzare sulla guerra. Quanto ai fidanzatini ghiotti di crudo, erano ucraini. E la frase sulle cover finiva con “good wine”. La vita è migliore con del buon vino. Eccerto. Peccato che con gli scampi avessero ordinato due Coca Cola ghiacciate.

A Forte dei Marmi gli stabilimenti balneari aperti fino al 6 novembre

Sul Venerdì del 21 luglio 2023

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