Forze dell’ordine e Esercito uno su cinque senza vaccino. Open days l’ultima chance

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Su circa 490 mila donne e uomini in divisa — tra carabinieri, poliziotti, agenti della Penitenziaria, Fiamme gialle, militari dell’Esercito, dell’Aeronautica e della Marina — ce ne sono circa 100 mila non vaccinati. Uno su cinque. Non tutti, ovviamente, sono No vax per ideologia. Anzi: ci sono i titubanti ma pure chi si è messo in fila per età anagrafica e non per professione e rientra in altri conteggi, chi è appena guarito dal Covid e non ha fatto dosi o al più solo la prima, chi allergico. E i dati sensibili hanno un margine d’incertezza per la non obbligatorietà del vaccino.

Ma dopo il caso della vicequestora di Roma, Nunzia Schilirò, convinta che il Green Pass vìoli le libertà personali, si sono iniziati a fare i conti. Il 15 ottobre si avvicina a grandi passi: la deadline oltre la quale non si potrà accedere ai luoghi di lavoro senza certificazione. E forze dell’ordine e armate non sono escluse.

Ecco perché dal dipartimento di Pubblica sicurezza del Viminale è partita una circolare che nel ricordare l’obbligo del Pass sottolinea la necessità di «condurre alla vaccinazione il maggior numero possibile di dipendenti, a garanzia anche della salute della collettività», attivando, se necessario, «sedute straordinarie a livello locale». La Direzione centrale di Sanità dello stesso ministero, guidata da Fabrizio Ciprani, ha indetto due Open days, 11 e 12 ottobre, per tutto il personale di polizia. L’ultima chiamata utile al vaccino. Una corsa contro il tempo nonostante le forze dell’ordine siano state inserite tra le priorità della campagna vaccinale.

Dalla questura di Roma sono arrivate 60 adesioni, non si aspettano oltre i 200 disposti a ricevere il farmaco presso la Direzione sanità. Altrove il modello sarà ibrido: alle somministrazioni saranno chiamati i medici delle Asl negli hub e il personale interno nei commissariati.

Ma torniamo ai numeri. Tra i 98mila poliziotti d’Italia, in 79.096 hanno aderito alla campagna vaccinale terminata a maggio, 72.932 hanno fatto due dosi. Resta quasi un 20 per cento nel limbo. «Dei 19 mila rimanenti, ci sono 11.500 poliziotti che hanno contratto il virus. Gran parte di questi si sarebbero vaccinati ma non abbiamo dati certi», spiega Ciprani. Nelle principali città il dato dei vaccinati oscilla: peggio Napoli (70,6%) e Milano (73,8%), meglio Roma (80%) e Palermo (80,6%). «Nei conteggi mancano però coloro che si sono vaccinati autonomamente», ribadisce Ciprani. Per la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese solo l’8% è senza copertura.

Ma il problema dei non vaccinati è reale. Racconta un poliziotto: «Ogni giorno, soprattutto nelle sezioni volanti, c’è chi si rifiuta di salire nell’auto dove sa che c’è un collega non vaccinato». Mentre tra gli uomini in divisa No Vax, in vista del 15 ottobre, c’è chi dice: «Spero che il governo pensi a una deroga per le forze di polizia». La maggior parte dei sindacati chiede tamponi gratis, come accade davanti alla Questura di Brescia su iniziativa però di un’azienda privata, per «evitare discriminazioni», dicono Siulp, Siap e Usip.

Tra le Fiamme gialle, dove l’organico conta 58.300 finanzieri, ci sono 8 mila non vaccinati. E ancora: sul sito del ministero della Giustizia si legge che su 36.939 agenti della Penitenziaria un terzo non ha fatto il vaccino. Il ragionamento è lo stesso che vale per gli altri: sono numeri che vanno scremati dai già infettati. «Ma cosa succederebbe in caso di sospensioni che si andrebbero a sommare alla gravissima deficienza degli organici già esistente e quantificata dal Dap, in 17mila unità mancanti?», chiede Gennarino De Fazio, segretario generale della UilPa Polizia penitenziaria.

In coda: tra le Forze armate, fanno sapere dallo Stato maggiore della Difesa, l’83% ha ricevuto una dose, il 72% ha completato il ciclo vaccinale. Ultimo in classifica ci sarebbe l’Esercito, i carabinieri hanno i numeri più alti: su 108mila, i vaccinati sono 93.224, l’86 per cento. All’appello ne mancano 15 mila. Ma secondo il tenente colonnello della direzione di Sanità dell’Arma, Giuseppe Cenname, «il dato dei vaccinati è sottostimato»: dall’inizio della pandemia sono stati 12.500 i carabinieri positivi, di questi una quota ha fatto la singola dose.

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