Francia, Brigitte esce dall’ombra: “Se ho sbagliato chiedo scusa”

La Republica News

PARIGI – “Non è un ruolo facile, lo faccio con il cuore, ma se ho sbagliato qualcosa chiedo scusa”. Brigitte Macron esce da un lungo silenzio. La moglie del leader francese si era fatta molto discreta negli ultimi mesi, dopo essere stata oggetto di pesanti attacchi nelle proteste in piazza dell’anno scorso, paragonata a una Maria Antonietta da alcuni manifestanti, e frequentemente derisa sui social con pretesti spesso di cattivo gusto come il suo fisico o la differenza di età con il marito. “Non capisco la violenza di certi attacchi – confessa – per me l’Altro è alter ego, non un nemico, non dovrebbe essere quello che Sartre chiamava ‘il tubo di scarico del mio lavandino'” osserva l’ex professoressa di lettere. La première dame, che non vuole essere chiamata tale (“Preferisco moglie del capo di Stato”), ha parlato con la radio France Info per spiegare il suo impegno nel riprendere la fondazione Pièces Jaunes, creata da Bernadette Chirac per raccogliere fondi per gli ospedali.”Dal momento in cui ho messo piede all’Eliseo molte delle lettere che mi sono arrivate riguardavano problemi di salute” ha raccontato la moglie del Presidente che ha un ufficio al piano terra del palazzo presidenziale. La colletta della fondazione Pièces Jaunes era stata lanciata a gennaio e che con la crisi del Covid ha assunto un valore ancora più importante per fornire agli ospedali alcuni materiali sanitari. “Come moglie del capo dello Stato ho i cellulari di alcuni potenziali donatori, questo facilita” ammette. “Ma mi muovo sempre con molta prudenza” aggiunge ricordando che i francesi hanno eletto suo marito e non lei. “Non bisogna imporsi al pubblico. E il solo modo che ho per non essere inopportuna è quello di aiutare” dice, chiedendo scusa per “eventuali errori”.Tutte le donne passate all’Eliseo hanno patito critiche e attacchi. A differenza degli Stati Uniti, il congiunto del capo di Stato non ha un vero e proprio statuto in Francia. Carla Bruni aveva detto una volta di essersi sentita come un “pugile”. La moglie di Giscard parlava del palazzo presidenziale come di una “gabbia dorata”. L’ultima compagna di François Hollande, l’attrice e produttrice Julie Gayet, aveva scelto di non trasferirsi all’Eliseo e di restare nell’ombra. Per Brigitte è stato un percorso obbligato: nel 2017 ha lasciato l’insegnamento in un liceo parigino per accompagnare il marito nella corsa alle presidenziali. “Avrei potuto scegliere di continuare a insegnare, ma c’erano molte complicazioni” spiega Brigitte, ricordando la scorta che la segue ovunque e la pressione mediatica su ogni sua parola o gesto. “Tutto quello che faccio può avere un ricasco sul capo di Stato”. Le pesa? “Non mi pongo la domanda” risponde al giornalista di France Info. “Sono cinque anni nella mia vita e considero di avere dei doveri nei confronti dei francesi” spiega, aggiungendo di tenersi lontana dalla politica. “Non ne ho il gusto né la competenza”. Sulla possibile influenza che eserciterebbe, assicura che “ci sono molti fantasmi e false verità”. Semmai, prosegue, cerca di ritagliare uno spazio di privacy nella frenetica attività del marito facendo in modo che l’appartamento residenziale dell’Eliseo rimanga off limits per gli affari di Stato. “Non viviamo sempre nei saloni dorati e con gente che ci serve. Abbiamo ricostituito una vita di coppia semplice”. Una coppia che dura da vent’anni, sottolinea. “Emmanuel è solido, estremamente rassicurante ed estremamente gentile. Ogni giorno mi rendo conto di quanto sia fortunata”.


Go to Source

Commenti l'articolo

Rispondi