Fukushima, al via lo sversamento dell’acqua radioattiva nel Pacifico. Proteste e arresti a Seul. La Cina blocca l’import di prodotti ittici

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Il governo giapponese lo aveva annunciato, se le condizioni meteorologiche fossero state favorevoli: la Tokyo Electric Power Co. avrebbe avviato il discusso processo di rilascio delle acque radioattive trattate provenienti dalla danneggiata centrale nucleare di Fukushima nell’oceano.

Questo annuncio è stato seguito dall’effettiva esecuzione dell’operazione. Le acque, sottoposte a un trattamento per eliminare tutti gli elementi radioattivi tranne il trizio, in accordo con gli standard di sicurezza, sono state rilasciate nelle acque marine intorno alle 13, ora giapponese.

I test mattutini sul contenuto di trizio nell’acqua hanno rivelato concentrazioni inferiori allo standard di 1.500 becquerel per litro, che rappresenta il limite stabilito dalla società per il rilascio delle acque. Questi risultati sono stati poi confermati dalle misurazioni condotte dall’Agenzia giapponese per l’energia atomica, secondo quanto affermato dalla Tepco. Il processo di scarico delle acque è stato avviato intorno alle 13.00 del pomeriggio e si prevede che continuerà per almeno 30 anni.

Nel mese di luglio, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica ha completato una valutazione che ha convalidato la conformità del piano di rilascio agli standard di sicurezza globali. Inoltre, l’agenzia ha sottolineato che gli impatti sull’ambiente e sulla salute umana saranno insignificanti. Questo parere ha fornito la spinta al governo giapponese per proseguire con il piano di smaltimento delle acque, una decisione già presa nel 2021.

Le proteste da parte dei paesi che condividono le stesse acque non si sono fatte attendere. Nonostante il riconoscimento dell’esito della valutazione dell’Iaea, il governo sudcoreano ha comunque dichiarato che non approverà né sosterrà il rilascio dell’acqua. Tuttavia, l’Iaea ha rassicurato che manterrà una comunicazione continua con la Corea del Sud riguardo al processo di rilascio delle acque trattate.

Seul chiede a Tokyo “trasparenza” sull’operazione. Il primo ministro coreano Han Duck-soo ha intimato il governo giapponese ha “a divulgare informazioni in modo trasparente e responsabile sul processo di scarico dell’acqua”. Nella capitale coreana almeno dieci persone sono state arrestate per aver tentato di entrare nell’ambasciata giapponese durante una manifestazione contro lo scarico in mare dell’acqua di Fukushima.

Dall’altra parte, la Cina si oppone fermamente al piano di scarico e ha adottato misure drastiche, annunciando la sospensione “totale” delle importazioni di prodotti ittici dal Giappone. “Il governo nipponico ha avviato unilateralmente lo scarico di acqua contaminata: la Cina vi si oppone e lo condanna con forza”. L’operazione è “una questione importante per la sicurezza” e il suo impatto va oltre i confini del Sol Levante, di cui “non è affatto una questione privata”. Da quando è iniziato l’uso dell’energia nucleare per scopi pacifici, “non ci sono stati né precedenti né standard universalmente riconosciuti per lo scarico di acqua contaminata” in mare.

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La decisione cinese fa eco a quella delle autorità di Hong Kong, che hanno imposto restrizioni sulle importazioni di prodotti ittici provenienti da diverse prefetture giapponesi, tra cui Fukushima e Tokyo.

Oltre alle preoccupazioni espresse dall’industria ittica giapponese, un gruppo di pescatori nelle Filippine ha anch’esso manifestato preoccupazione per il processo di smaltimento delle acque radioattive.

Nel frattempo, l’Agenzia per la Pesca del Giappone sarà responsabile del monitoraggio dei livelli di concentrazione dei materiali radioattivi nei pesci catturati nell’area entro un raggio di 10 chilometri dalla centrale nucleare. I risultati iniziali di questo monitoraggio saranno condivisi sul sito web dell’agenzia, anche se ciò non accadrà prima di sabato, come dichiarato dall’agenzia stessa.

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