Funivia Mottarone, tre testimoni della tragedia: “La cabina era troppo bassa”

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Da turisti a testimoni. Hanno assistito in diretta alla tragedia del Mottarone, tre in particolare che dall’Alpino erano saliti sul sentiero Vl1. Il loro racconto è stato raccolto dai carabinieri. “Mi sento miracolata – racconta una donna – Se non mi fossi spostata la cabina mi avrebbe colpito perché ero in traiettoria. Stavo facendo una passeggiata e a mezzogiorno ero giunta quasi all’arrivo della funivia  e ho dato uno sguardo a valle per fare qualche fotografia. A un certo punto ho visto la cabina che stava risalendo adagio adagio, come avevo visto altre volte. Ma ho notato un particolare strano, mi pareva che fosse troppo bassa rispetto al solito e ho allertato la mia amica, dicendole di spostarsi o l’avrebbe colpita. Una volta passata è entrata normalmente. Dopo 30 secondi ho sentito un fruscio, come una carrucola che stesse scendendo velocemente. Ho guardato in alto e ho visto che la cabina stava dondolando, poi ha preso a scendere e non sono più riuscita a vederla a causa delle piante che limitavano la visuale”.

(ansa)

Un rumore di frustate

L’amica ricorda il rumore “come di frustate” e “la cabina che ha colpito il terreno, poco prima del dirupo”, mentre il marito di quest’ultima ricorda che “un cavo d’acciaio si era staccato e ha tracciato un solco a pochi metri da me. La parte finale del cavo era collegata a qualcosa dalle dimensioni di mezzo metro. Sentendo le urla ho capito che qualcosa di grave stesse succedendo”. Un altro testimone parla di “rumore di ferraglia” e ha visto “la cabina andare indietro molto velocemente. Ho lasciato il cane a mia moglie e sono andato a vedere. Il mio telefono non aveva campo e non sono riuscito a chiamare i soccorsi. Ho visto la cabina rossa completamente distrutta. A terra vi erano alcuni corpi in condizioni molto gravi, alcuni erano sfigurati nella parte del capo, due donne erano in posizioni innaturali. Ho quindi urlato per vedere se qualcuno potesse rispondere, tuttavia solo dalla cabina ricevevo una risposta. Ricordo una coppia, che aiutava un bambino. Ho cercato di aiutare il più possibile, fino a quando hanno trasportato il bambino sul sentiero più alto. A quel punto la catena di soccorso era attiva, perciò sono andato via”.

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