G20 straordinario, le mosse di Draghi per superare lo stallo. Due i nodi sul tavolo: Afghanistan e gestione dei flussi migratori

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I due nodi sul tavolo sono ovviamente l’Afghanistan e la gestione dei flussi migratori. Sul primo fronte, Bruxelles garantisce sostegno all’iniziativa della presidenza italiana del G20 per convocare un summit straordinario sulla crisi afghana. Non sono i partner europei – semmai la Cina e gli Stati Uniti – a rappresentare un ostacolo nella richiesta di una soluzione politica multilaterale. Il problema, in sede europea, deriva piuttosto dall’eventuale gestione del flusso in uscita dal Paese.

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Le capitali dell’Est dell’Unione si sono già schierate contro i corridoi umanitari, mentre la Germania non si espone in attesa dell’esito delle elezioni politiche imminenti. Soltanto Roma e Parigi, per il momento, spingono per rilanciare l’accoglienza dei profughi in tempi rapidi. A questo problema si somma quello più generale del dossier migratorio.

Draghi ha chiesto durante il Consiglio Ue di giugno una svolta, ma tutto è stato rimandato al vertice di ottobre. Il premier anche oggi ha insistito sul punto, che coinvolge soprattutto il capitolo libico. Ma gli ostacoli dei mesi scorsi – dal probabile caos del dopo Merkel ai sovranisti dell’Est, ostili a politiche di solidarietà – rischiano di riproporsi anche nell’appuntamento di fine ottobre. L’Italia, però, non esclude mosse concordate anche soltanto con alcuni Paesi membri, e in particolare la Francia, per provare a superare lo stallo.

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